Basilicata, la DIA fotografa la presenza mafiosa nel 2024
Potenza e Matera sotto la lente: interdittive, operazioni e sodalizi criminali
La Relazione della Direzione Investigativa Antimafia, presentata al Parlamento dal Ministro dell’Interno, evidenzia la diffusione e l’evoluzione dei fenomeni mafiosi in Basilicata nel 2024, con focus su Potenza e Matera, e numerosi provvedimenti interdittivi.
La Direzione Investigativa Antimafia ha pubblicato la relazione sull’attività svolta nel 2024, presentata dal Ministro dell’Interno al Parlamento. Il documento, riferito all’intero anno solare, analizza la criminalità organizzata di stampo mafioso in Italia.
La Basilicata risente dell’influenza dei gruppi mafiosi delle regioni confinanti. La sua economia, seppur fragile, attira interessi criminali per via della produzione di idrocarburi, l’agricoltura, l’industria automobilistica (Melfi) e il turismo culturale legato a Matera. Due le macroaree analizzate: l’entroterra potentino e la fascia costiera materana.
A Potenza è attiva la consorteria MARTORANO-STEFANUTTI, in collegamento con il clan calabrese GRANDE ARACRI. Operano nel traffico di droga e armi, estorsioni e appalti pubblici. Due società legate al clan hanno ottenuto contratti per oltre 32 milioni di euro. A Melfi, il gruppo DI MURO-DELLI GATTI controlla settori economici legali anche in Puglia. Altri clan attivi sono i CASSOTTA, i RIVIEZZI (collegati alla ‘ndrangheta), e i BARBETTA.
Numerose le interdittive antimafia emesse dalla Prefettura di Potenza. Tra queste, una ha colpito un consorzio turistico, un’altra una società di onoranze funebri legata a un soggetto accusato di peculato. Spiccano anche le interdittive verso ditte e società nei settori trasporti, rifiuti, edilizia e refezione scolastica, per contiguità con clan campani, foggiani e calabresi.
Tra le operazioni più rilevanti del 2024 si segnala “Atlante”, con 11 arresti a Polla per traffico illecito di rifiuti. A Palazzo San Gervasio, quattro persone sono state arrestate per spaccio, con approvvigionamenti da Cerignola. A novembre, in un’operazione tra Sala Consilina e Potenza, sono stati coinvolti otto indagati per traffico di droga, truffa, riciclaggio e reati contro l’INPS.
Nel materano, la litoranea ionica è terreno di scontro tra clan locali, tarantini e calabresi. A Policoro agisce il clan SCARCIA, alleato con la ‘ndrangheta. A Scanzano Jonico è attivo il gruppo SCHETTINO-PORCELLI, ben strutturato, armato e operativo anche nei settori economici legali. Monitorati anche i clan MITIDIERI, RUSSO e PASCARELLI-CALVELLO.
Nel 2024, tre operazioni significative hanno colpito il clan SCARCIA: il 24 aprile a Policoro (24 arresti per droga e violenze), il 2 ottobre con 21 fermi per reati mafiosi, e il 24 novembre, con altre misure cautelari per estorsioni e detenzione di armi.

