Emergenza siccità: M5s chiede azioni immediate sulla rete idrica lucana

Proposte per azzeramento del canone irriguo e dichiarazione di stato di calamità

L’emergenza siccità in Basilicata sta mettendo a dura prova cittadini e agricoltori, colpiti da provvedimenti di limitazione del consumo di acqua per usi irrigui e potabili. La scarsità di piogge ha ridotto drasticamente le riserve d’acqua negli invasi lucani, attualmente ai minimi storici, con circa 200 milioni di metri cubi in meno rispetto all’anno precedente.

Il Movimento 5 Stelle (M5s) chiede un intervento immediato sulla rete idrica e l’azzeramento del canone irriguo per gli agricoltori, oltre alla dichiarazione dello stato di calamità. Il gruppo politico evidenzia come la crisi idrica sia aggravata dalla cattiva manutenzione delle condotte idriche, che causano ingenti sprechi d’acqua.

Nel 2021, l’allora assessore all’agricoltura Fanelli aveva annunciato il finanziamento di tre progetti del Consorzio di bonifica, per un totale di 43 milioni di euro, destinati all’efficientamento delle reti di distribuzione irrigua. Tuttavia, non è noto lo stato di avanzamento di questi progetti.

La Basilicata, nonostante disponga di una capacità di accumulo di circa 900 milioni di metri cubi d’acqua all’anno, trattiene solo l’11% dell’acqua piovana. Inoltre, il settore idrico è frammentato tra vari enti, complicando ulteriormente la gestione.

Il M5s richiede inoltre la riparazione urgente della diga di Senise, l’arresto della privatizzazione delle acque lucane e l’uso efficace dei fondi del PNRR per il rinnovamento delle infrastrutture idriche. Il movimento sollecita il governo regionale a dichiarare lo stato di emergenza e a collaborare con le associazioni di categoria e la Cabina di regia presso la presidenza del Consiglio dei ministri per affrontare la crisi idrica.