Piccoli comuni turistici alla riscossa: il boom atteso nel 2026 secondo Demoskopika

Crescono arrivi e presenze nei borghi sotto i 5mila abitanti. Decisivo il ruolo della domanda estera

Nel 2026 i piccoli comuni italiani a vocazione turistica potrebbero sfiorare gli 80 milioni di presenze e superare i 21 milioni di arrivi.

È quanto emerge da una nota previsionale di Demoskopika, che stima una crescita del 5,3% negli arrivi e del 6,9% nelle presenze rispetto al 2025. Numeri che, messi insieme, rivaleggiano con quelli delle cinque città simbolo dell’overtourism – Roma, Napoli, Firenze, Venezia e Verona – e che accendono i riflettori su un segmento ancora troppo sottovalutato del sistema turistico italiano.

Il turismo nei piccoli comuni, sotto i 5mila abitanti, copre già il 14% degli arrivi totali in Italia e il 15,3% delle presenze. Si tratta di una rete di oltre 2.600 realtà che puntano su un’offerta più sostenibile e integrata con le comunità locali, alternativa alla congestione delle grandi mete.

Decisivo il contributo della domanda estera: nel 2026 gli arrivi di turisti stranieri nei piccoli borghi sono stimati in crescita dell’8%, fino a 10,2 milioni, con un aumento del 10% nelle presenze. Più contenuto l’incremento del turismo domestico: +3% di arrivi e +4% di presenze.

Anche dal punto di vista economico i numeri sono in forte ascesa: la spesa turistica attesa è di 16,2 miliardi di euro (+10,1%), pari all’11% della spesa turistica complessiva nazionale, con una media di 760 euro per soggiorno.

A livello di offerta, i piccoli comuni turistici contano 47.065 strutture ricettive e 1.175.750 posti letto, cioè il 17,7% e il 21,4% del totale nazionale.

Sia in Puglia che in Basilicata proprio i piccoli comuni rappresenteranno dunque un volano ancora più forte per l’attrattività turistica. In Puglia, secondo dati recenti, ci sono 88 comuni con una popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti. In Basilicata, circa il 56,5% dei 131 comuni – quindi circa 74 – ha una popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti, ma ancora più numerosi sono quelli sotto i mille abitanti. In questa fascia spicca San Paolo Albanese, che con appena 210 residenti è il più piccolo della regione.

Una rete di borghi fitta, autentica, e fortemente identitaria, che rende naturale la vocazione turistica diffusa di queste due regioni del Sud, sempre più pronte a intercettare una domanda orientata verso esperienze locali, lente e immersive.

Demoskopika sottolinea però che “questa riscossa potrà realizzarsi solo se il Governo e le Regioni rafforzeranno gli strumenti già esistenti”, come il Fondo per i piccoli comuni a vocazione turistica, previsto anche nella Legge di Bilancio 2026, affiancandolo a misure mirate: incentivi per attrarre turisti in bassa stagione, fiscalità agevolata, investimenti in infrastrutture digitali e governance multilivello più stabile.

Un’occasione concreta, secondo i ricercatori, per trasformare l’undertourism in una risorsa stabile, competitiva e strategica per l’intero sistema turistico italiano.