Melfi (Potenza), Fim Cisl: «Nuovi modelli Stellantis devono diventare volumi e lavoro»

Il sindacato chiede una strategia per l’intera filiera: attenzione su Marelli e sulle aziende dell’indotto, mentre partono i percorsi PMC-Brose/C Industries e Mubea-TAAP

Fim Cisl Basilicata chiede di trasformare le commesse legate ai nuovi modelli Stellantis in volumi, occupazione e stabilità. Sotto osservazione anche Marelli e le riconversioni dell’indotto.

La salita produttiva dei nuovi modelli Stellantis a Melfi e le ricadute sull’intero indotto restano al centro dell’attenzione della Fim Cisl Basilicata. Il sindacato chiede una strategia che tenga insieme volumi, commesse e occupazione, con interventi anche per le aziende che non hanno ottenuto nuove produzioni.

In una nota del 30 settembre, il segretario generale Gerardo Evangelista richiama anzitutto l’accordo per PMC e Brose, con il passaggio dei lavoratori a C Industries. L’intesa chiude una fase della vertenza e apre il percorso di riconversione e diversificazione produttiva. Dalla metà di ottobre è previsto l’avvio del confronto sulla fase operativa e sulla formazione dei lavoratori, in vista del loro rientro.

Resta delicata la situazione di Marelli Melfi. Secondo la Fim Cisl, il nuovo Contratto di Solidarietà è necessario per tutelare occupazione e reddito, ma non rappresenta una soluzione industriale. Il sindacato chiede nuove produzioni e una prospettiva capace di garantire continuità allo stabilimento.

Al centro della filiera resta Stellantis Melfi. La produzione dei nuovi modelli è ancora in fase di salita, con organizzazione del lavoro e approvvigionamenti in evoluzione. In questo quadro si inseriscono le fermate produttive e volumi ancora in ripresa. Anche qui il Contratto di Solidarietà viene indicato come strumento per gestire le giornate senza turni lavorati.

L’obiettivo, per la Fim Cisl, è aumentare progressivamente volumi e giornate di lavoro e ridurre di conseguenza il ricorso agli ammortizzatori sociali. Le organizzazioni sindacali nazionali hanno inoltre chiesto a Stellantis un confronto sulla produzione, sui volumi e sulle prospettive degli stabilimenti italiani.

L’attenzione si estende alle aziende dell’indotto che hanno ottenuto commesse per i nuovi modelli, ma con volumi giudicati ancora insufficienti. Per quelle rimaste senza nuove commesse, invece, la Fim Cisl sollecita percorsi di diversificazione e riconversione.

Tra questi rientra anche il percorso Mubea: il sito produttivo e i lavoratori interessati sono già passati a TAAP. La nuova fase prevede la costruzione di un piano di investimenti e di reinserimento occupazionale attraverso attività diverse dall’automotive.

«Non possiamo aspettare che le difficoltà diventino emergenze», afferma Evangelista. Per il sindacato sarà necessario verificare azienda per azienda commesse, volumi, occupazione e prospettive, con l’obiettivo di trasformare i nuovi modelli assegnati a Melfi in lavoro per Stellantis e per l’intera filiera.