Coldiretti Basilicata: «Anticipo Pac a luglio, ossigeno per le aziende agricole»

L’organizzazione agricola accoglie con favore l’avvio dei pagamenti anticipati e chiede più controlli contro le speculazioni sulle filiere agroalimentari

L’anticipo dei pagamenti Pac, previsto per la prima volta a luglio, rappresenta secondo Coldiretti Basilicata un sostegno importante per le aziende agricole alle prese con l’aumento dei costi di produzione e con gli effetti dei cambiamenti climatici. L’organizzazione sollecita inoltre un rafforzamento dei controlli contro le speculazioni sui prodotti importati.

Coldiretti Basilicata accoglie positivamente l’avvio del pagamento degli anticipi della Politica agricola comune (Pac), previsto per la prima volta a luglio. In una nota diffusa il 24 luglio 2026, l’organizzazione definisce la misura «una boccata d’ossigeno» per le imprese agricole, alle prese con l’aumento dei costi legato alle tensioni geopolitiche e con gli effetti del caldo, della grandine e degli incendi.

Secondo Coldiretti, i pagamenti, per un valore complessivo di oltre un miliardo di euro, potranno arrivare fino al 75% per il primo pilastro della Pac e fino all’85% per le misure dello sviluppo rurale. L’organizzazione attribuisce il risultato alle mobilitazioni promosse nei mesi scorsi, seguite dall’impegno del Governo, del ministro dell’Agricoltura e di Agea per garantire liquidità alle aziende.

Nel comunicato viene ricordato che l’alternanza tra siccità e maltempo ha già provocato danni alle produzioni, ai quali si aggiunge l’aumento dei costi di fertilizzanti ed energia, stimato in circa 200 euro per ettaro. Coldiretti richiama inoltre i rincari del gasolio e dell’urea collegati alla crisi tra Stati Uniti e Iran nell’area di Hormuz.

L’organizzazione chiede infine un rafforzamento dei controlli, anche attraverso strumenti come risonanza magnetica, mappatura genomica e isotopica, per contrastare le frodi e le speculazioni sulle importazioni di prodotti agroalimentari. Coldiretti richiama inoltre la recente circolare del Masaf che vieta di definire extravergine un olio ottenuto dalla miscelazione con olio vergine, indicandola come un primo risultato delle iniziative avviate sul tema.