Basilicata, invasi ai minimi: rischio razionamenti per la carenza d’acqua

La siccità mette in ginocchio Monte Cotugno e Pertusillo

Negli invasi lucani restano poche riserve: in un anno persi oltre 30 milioni di metri cubi d’acqua. Appello al risparmio per evitare tagli all’erogazione.

La crisi idrica si fa sempre più grave in Basilicata. Secondo i dati forniti da Acquedotto Lucano sulla base delle rilevazioni di Acque del Sud (ex Eipli), gli invasi di Monte Cotugno e del Pertusillo sono ai minimi storici. Il rischio concreto è quello di dover procedere a razionamenti nell’erogazione dell’acqua.

Al 2025, il volume netto utilizzabile nella diga di Monte Cotugno è sceso a 38.884.000 metri cubi, contro i 49.625.000 del 2024: una perdita secca di quasi 11 milioni di metri cubi. Ancora peggiore la situazione al Pertusillo, dove il calo è stato di oltre 20 milioni di metri cubi in un anno, passando da 48.240.000 a 27.857.000.

Unica eccezione la diga di Camastra, che segna un aumento del volume disponibile, salito a 4.176.853 metri cubi contro gli appena 1.326.635 dell’anno precedente.

La causa principale è l’assenza di piogge e il cambiamento climatico che stanno prosciugando in fretta le scorte d’acqua, mettendo a rischio il rifornimento per intere comunità in Basilicata e anche in Puglia. Acquedotto Lucano lancia quindi un appello urgente ai cittadini: “È fondamentale adottare subito comportamenti virtuosi di risparmio per evitare il razionamento”.