Trani, 18enne ucciso: al 17enne contestata anche la premeditazione

L’autopsia indica come mortale la ferita al torace. Secondo l’accusa, all’origine della lite ci sarebbe stata una ragazza che aveva avuto una relazione con entrambi

Rissa, porto di coltello e omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione. Sono le accuse contestate al 17enne fermato per la morte di Cosimo Quagliarella, 18enne di Andria accoltellato nella notte tra il 12 e il 13 agosto alla periferia di Trani. Domani l’udienza di convalida del fermo.

TRANI – È contestata anche la premeditazione al 17enne fermato per la morte di Cosimo Quagliarella, il 18enne di Andria accoltellato nella pineta alla periferia di Trani nella notte tra il 12 e il 13 agosto.

Il minorenne, portato nel carcere minorile di Bari, è accusato di rissa, porto di coltello e omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione. L’udienza di convalida del fermo è prevista per la mattina di sabato 15 agosto.

Secondo l’accusa, il 17enne avrebbe colpito Quagliarella alla schiena, in zone vitali, con un coltello a scatto dalla lama affilata e lunga almeno dieci centimetri. Il delitto sarebbe avvenuto durante una violenta lite.

Alla base dello scontro, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ci sarebbe stata una ragazza che aveva avuto una relazione con entrambi e che pare avesse scelto di tornare a frequentare il 18enne. Per chi indaga, l’omicidio sarebbe stato premeditato e commesso per futili motivi.

Il 17enne si sarebbe poi costituito. Secondo il pubblico ministero, la confessione sarebbe stata parte di una strategia difensiva volta ad accreditare l’ipotesi della legittima difesa ed evitare il fermo. Una ricostruzione che, secondo la Procura per i minorenni di Bari, sarebbe stata smentita dalle indagini dei carabinieri.

Intanto, dall’autopsia eseguita nel pomeriggio di venerdì 14 agosto dal professor Biagio Solarino, dell’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, è emerso che sul corpo del 18enne erano presenti tre ferite alla schiena. Quella all’altezza del torace è risultata mortale. La lama ha raggiunto la zona di cuore e polmone e quest’ultimo sarebbe stato perforato.

Gli esiti degli accertamenti autoptici saranno utilizzati nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura per i minorenni di Bari.