Taranto, riaperto un cold case del 2013: due arresti per omicidio

Due persone sono state arrestate a Taranto dai Carabinieri con l’accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso e detenzione illegale di arma da fuoco. L’operazione, eseguita nelle scorse ore, rappresenta un importante sviluppo nelle indagini su un caso rimasto irrisolto per oltre un decennio.

Un lavoro lungo, duro e gravoso, portato avanti come una vera squadra Stato per dare una risposta alla richiesta di giustizia della famiglia di Martino Marangia, imprenditore edile cinquantenne ucciso nel 2013. Dopo oltre un decennio, arriva la svolta su un caso rimasto irrisolto.
I Carabinieri del Comando Provinciale di Taranto hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti 57enni, ritenuti responsabili, in concorso, dell’omicidio avvenuto a Pulsano. Marangia fu assassinato in un agguato mentre rientrava a casa: almeno dieci colpi di pistola esplosi da un killer poi dileguatosi.
Un delitto maturato all’interno di un contesto e di una metodologia mafiosa, come ricostruito dagli investigatori. Alla base, contrasti legati all’attività lavorativa e un precedente episodio di violenza che avrebbe generato una profonda umiliazione, ritenuta inaccettabile secondo le logiche criminali.
Determinante la capacità di ricostruire nel tempo una rete complessa di responsabilità, valorizzando una serie di elementi investigativi, anche grazie al contributo di un collaboratore di giustizia e di un dichiarante, le cui dichiarazioni si sono rivelate convergenti.
Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari: per gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.