Foggia, Di Giacomo (F.S.A. C.N.P.P.-S.PP.): “troppi telefonini e droga nelle carceri di Puglia”
Sequestri continui, sovraffollamento vicino al 150% e almeno 500 agenti in meno: l’allarme del sindacato
Nel carcere di Foggia ancora telefoni e hashish sequestrati. Per Di Giacomo le prigioni pugliesi restano piazze di spaccio, con boss che impartiscono ordini dall’interno. Chiede interventi veri del Dap e del ministro Nordio.
Il nuovo sequestro a Foggia di “numerosi telefoni cellulari” e di un “ingente quantitativo di hashish” conferma un quadro che per il sindacato F.S.A. C.N.P.P.-S.PP. è ormai quotidiano in tutti gli undici istituti della regione. “È il risultato del grande lavoro della polizia penitenziaria”, afferma il segretario generale Aldo Di Giacomo, che però denuncia come le carceri pugliesi restino tra le più sovraffollate d’Italia, con una media che “sfiora il 150 per cento”, e con una carenza di organico stimata in “almeno 500 unità”.
Secondo Di Giacomo, le tecnologie facilitano l’introduzione di apparati e droga: droni che eludono i controlli e mini-telefonini “sempre più piccoli”. “Come si attrezza l’Amministrazione Penitenziaria per bloccare il mercato dei telefonini se non grazie al lavoro del personale?”, domanda. E avverte: i capi delle organizzazioni criminali dall’interno non chiamano solo i familiari, “impartiscono disposizioni ai loro sottoposti” e perfino richieste estorsive, come emerso in varie indagini in tutta Italia.
Sul fronte stupefacenti, il sindacalista richiama casi recenti di decessi e malori in carcere e collega il fenomeno alla forte domanda interna: “oltre il 30% dei detenuti è tossicodipendente”. Nei penitenziari pugliesi, il giro d’affari annuo vale “alcuni milioni di euro”, mentre “si sono perse le tracce” degli annunci del ministro della Giustizia Carlo Nordio su misure alternative e case accoglienza per i dipendenti da sostanze, strutture che “se esistono non sono in grado di assistere che qualche centinaio di persone”.
La conclusione è netta: servono interventi radicali da parte dell’Amministrazione penitenziaria, del Parlamento e della politica. Il merito degli agenti non basta se restano scoperture, strumenti inadeguati contro i droni e un mercato illecito che prospera dietro le sbarre.

