Potenza, aumentano i prezzi degli alimentari: l’allarme di Federconsumatori Basilicata

Il report sui primi mesi del 2026 segnala rincari su frutta, carne e latticini

L’associazione chiede controlli costanti e maggiore trasparenza sui prezzi

Federconsumatori Basilicata accende i riflettori sull’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari registrato a Potenza nei mesi di gennaio e febbraio 2026. L’associazione ha commentato i dati contenuti nel report elaborato dal Garante per la Sorveglianza dei Prezzi nell’ambito del progetto nazionale di monitoraggio dei prezzi al consumo nei capoluoghi di regione e provincia autonoma.

Il monitoraggio, promosso dai Ministeri delle Imprese e del Made in Italy, dell’Interno e dell’Agricoltura con il supporto di Unioncamere, BMTI e ISMEA, punta a controllare l’andamento dei prezzi dei prodotti che incidono maggiormente sulla spesa quotidiana delle famiglie.

Secondo il report, a Potenza l’inflazione generale resta contenuta, con un aumento dello 0,3% sia a gennaio che a febbraio. Più marcata invece la crescita dei prezzi alimentari, salita al +2,4% a gennaio e al +2,5% a febbraio, valori superiori alla media nazionale.

Tra i prodotti monitorati emergono rincari diffusi nel comparto della frutta, con aumenti per arance, clementine, kiwi, mele e pere Williams. In crescita anche alcune verdure, tra cui zucchine e cipolle dorate, mentre risultano in calo finocchi, lattuga e diversi tipi di pomodori.

Incrementi su base annua anche per le carni, in particolare per scamone di vitello, bovino adulto, pollo e salsiccia di suino. Nel settore ittico aumentano cozze e branzino, mentre tra i latticini salgono i prezzi di parmigiano reggiano e pecorino romano.

Federconsumatori Basilicata valuta positivamente il lavoro svolto dal Garante e dalle istituzioni coinvolte nel monitoraggio, ritenuto utile per individuare eventuali anomalie locali e rafforzare la trasparenza nella formazione dei prezzi.

L’associazione chiede ora un rafforzamento dei controlli sul territorio, un confronto stabile con Prefettura, Comuni e Regione e interventi a sostegno delle famiglie più fragili, soprattutto nei comparti maggiormente esposti alle oscillazioni dei prezzi.