Scomparsi 103mila negozi in Italia, in Puglia e Basilicata si riduce anche la superficie commerciale
La desertificazione commerciale avanza, colpite anche Puglia e Basilicata
Tra il 2011 e il 2025 l’Italia ha perso oltre 103mila esercizi commerciali. La superficie di vendita complessiva però cresce del 7,4%, segno che i negozi sopravvissuti sono più grandi. Puglia e Basilicata invece vanno controcorrente: oltre alla riduzione degli esercizi, cala anche la superficie totale.
Secondo un’analisi di Confesercenti, il commercio fisico italiano sta attraversando un profondo cambiamento. I piccoli esercizi, soprattutto quelli sotto i 50 metri quadrati, scompaiono a ritmo sostenuto: oltre 72mila in meno, a cui si aggiungono altri 42.700 negozi tra 51 e 150 mq. Crescono invece i formati medi, tra 151 e 250 mq, mentre le maxi-superfici sopra i 5.000 mq sembrano in fase di assestamento, con poche nuove aperture e spazi medi più contenuti.
Se in regioni come Emilia-Romagna, Abruzzo, Lazio e Campania si registra un aumento della superficie nonostante il calo numerico dei negozi, al Sud la situazione è diversa. In Puglia e Basilicata si perde su entrambi i fronti: meno punti vendita e meno superficie commerciale complessiva. In Puglia la riduzione è del 2,2%, in Basilicata dell’1,3%. Segnali che indicano una contrazione dei servizi disponibili nei territori, in particolare nei comuni più piccoli, dove ormai oltre 1.100 centri sono privi perfino di un negozio alimentare specializzato.
“La riorganizzazione del commercio ha un prezzo: spariscono le botteghe, soprattutto quelle indipendenti, che offrivano prodotti di nicchia e un servizio di prossimità”, ha dichiarato Nico Gronchi, presidente di Confesercenti. “Serve una politica di rigenerazione urbana che fermi la desertificazione e accompagni l’innovazione per chi può investire. Bisogna riportare vita nei quartieri e sostenere le imprese nei percorsi di crescita”.

