Grano duro, Coldiretti Basilicata: “Cun è vittoria contro i trafficanti”
Un passo avanti per la trasparenza del mercato cerealicolo
La Commissione Unica Nazionale sul grano duro è realtà.
Dopo anni di richieste e mobilitazioni, Coldiretti Basilicata esulta per l’istituzione della Cun del grano duro, annunciata dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. L’obiettivo è dare trasparenza ai prezzi e contrastare le speculazioni che da tempo mettono in ginocchio i produttori.
Secondo Coldiretti, la Cun rappresenta uno strumento decisivo per frenare i crolli dei prezzi, spesso manovrati da chi importa grano dall’estero sfruttando le borse merci. Il nuovo organismo dovrà fissare un prezzo indicativo del grano duro nazionale e monitorarne l’andamento di mercato.
Un risultato frutto di una mobilitazione nazionale che ha coinvolto anche migliaia di agricoltori lucani, decisi a difendere il proprio lavoro e la sicurezza alimentare. “È una vittoria contro le manovre dei trafficanti di grano”, scrive Coldiretti Basilicata.
I numeri parlano chiaro: quasi 1,2 milioni di ettari coltivati a grano duro in Italia, con 140 mila aziende agricole, molte delle quali situate in aree interne del Sud prive di alternative produttive. Secondo i dati Ismea, produrre un quintale di grano duro costa 31,8 euro al Sud e 30,3 al Centro-Nord, ma le quotazioni sono crollate fino al 40% negli ultimi anni, non coprendo più le spese.
Ora la sfida è rafforzare la Cun, proteggendola da tentativi di sabotaggio e spingere sui contratti di filiera, ritenuti lo strumento più efficace per garantire un reddito dignitoso agli agricoltori e promuovere innovazione. In questa direzione, il Governo ha già previsto 40 milioni di euro.

