Cupparo replica alla minoranza sulla vicenda Stellantis
Botta e risposta politico a poche ore dal Tavolo sulla crisi
Cupparo replica duramente: “Note irresponsabili, non servono alla chiarezza”
L’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, ha criticato con fermezza la nota diffusa dai consiglieri regionali di minoranza sulla vicenda Stellantis. A poche ore dalla convocazione del nuovo Tavolo sulla crisi, Cupparo ha definito il documento “inopportuno” e “pieno di affermazioni gravi e irresponsabili”.
“Non si può tacere – ha dichiarato – che il testo della risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio è stato praticamente quello proposto dal centrodestra, con solo qualche piccola modifica”. Per Cupparo, la proposta della minoranza era invece “generica, con iniziative già realizzate e tanti buoni auspici”.
Il nodo della polemica riguarda anche gli incontri che alcuni consiglieri avrebbero avuto con i lavoratori, presentando la loro proposta iniziale e non quella definitiva, approvata dall’aula. “Questo genera solo confusione”, ha detto l’assessore, “ed è esattamente ciò che dobbiamo evitare”.
Cupparo ha inoltre respinto l’accusa rivolta alla giunta di avere un ruolo “passivo e subalterno”, rivendicando “interlocuzioni quotidiane con governo, ministeri, parti sociali e Stellantis stessa”. Ha poi ricordato che nei prossimi cinque giorni si terranno ben otto Tavoli di confronto su altrettante vertenze.
Infine, ha citato le organizzazioni sindacali: “Cgil, Cisl e Uil hanno confermato il loro sostegno al percorso condiviso con le parti sociali e imprenditoriali”. E ha concluso chiedendo “un’operazione verità nell’interesse delle lavoratrici, dei lavoratori e del nostro sistema produttivo regionale”.
Cupparo non ha usato mezzi termini per accusare la minoranza di fare confusione politica in un momento delicato, preferendo la polemica alla responsabilità istituzionale.
In un’altra nota, Michele Napoli, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale, ha sottolineato che “la verità è semplice e documentabile, la risoluzione votata all’unanimità è stata proposta dalla maggioranza, su un testo presentato in Aula dal sottoscritto di comune accordo col Governo regionale e dell’assessore Cupparo, con un impianto tecnico e politico preciso: tempi certi, responsabilità chiare, condizionalità degli aiuti, diversificazione intelligente, formazione professionalizzate rendendo corrente competenze e profili, Kpi e rendicontazione periodica”. “Qualunque tentativo di far credere che altri ne siano stati i ‘proponenti’ – ha proseguito – è una forzatura che non regge alla prova dei documenti. La risoluzione approvata contiene elementi che non sono ‘frasi buone per un post’, ma scelte di merito e di metodo: Patto di filiera con mappatura puntuale delle imprese a rischio e piano operativo 30/60/90 giorni; impegni verificabili da richiedere al Mimit (volumi, tempi, avvio industrializzazione, fabbisogni occupazionali, standard di fornitura); condizionalità come regola per ogni sostegno pubblico: piani industriali credibili, innovazione, competenze, impegni su occupazione e stabilità; piano ‘Competenze per la Transizione’ misurato su esiti occupazionali reali, non sul numero di attestati; monitoraggio trimestrale in Consiglio con Kpi pubblici e criticità, per correggere in corsa e decidere su evidenze; diversificazione verso tecnologie industriali strategiche ad alta intensità di conoscenza. Questa è la sostanza. E questa sostanza, piaccia o no, è il cuore del testo portato in Aula dalla Maggioranza”. Secondo Napoli, “è legittimo che le minoranze provino a valorizzare il proprio contributo. Ma è scorretto trasformare alcuni correttivi non sostanziali in una pretesa paternità politica. Lo dico con rispetto, ma con fermezza: non si diventa proponenti di un atto perché si interviene su un passaggio, o perché si rivendica a posteriori una linea comunicativa. La struttura, la ratio e gli impegni qualificanti della risoluzione sono rimasti quelli proposti dalla maggioranza: operativi, misurabili, compatibili con vincoli di finanza pubblica e con la disciplina europea sugli aiuti di Stato. L’unanimità è un fatto positivo, significa che, davanti a una partita che riguarda migliaia di lavoratori e decine di imprese dell’indotto, il Consiglio ha saputo convergere. Proprio per questo, però, è inaccettabile usare un voto unanime per costruire una narrazione che sposta il baricentro dalla realtà alla propaganda. La Basilicata – sottolinea Napoli – non ha bisogno di ‘medaglie’ appese in fretta, ha bisogno di serietà, continuità e risultati. Il tema non è chi si mette la coccarda. Il tema è fare accadere le cose: convocazioni, mappature, strumenti, condizionalità, formazione vera, politiche attive, attrazione investimenti, monitoraggio pubblico. La maggioranza – e io personalmente – vigileremo perché gli impegni della risoluzione non restino carta, ma diventino atti amministrativi, scelte finanziarie coerenti e cronoprogrammi”.

