Qualità della vita 2025: il Nord domina, Puglia e Basilicata restano indietro

Trento guida la classifica, Reggio Calabria ultima. Focus su Puglia e Basilicata: migliorano Matera e Brindisi, crolla Taranto

Il Mezzogiorno arranca: nelle province pugliesi e lucane segnali contrastanti tra lievi progressi e pesanti arretramenti

Dopo un anno, Trento torna in cima alla classifica sulla Qualità della vita 2025 elaborata dal Sole 24 Ore, superando Bolzano e Udine, che completano un podio tutto settentrionale. Nella top ten resistono Milano e Bologna, ma il divario tra Nord e Sud rimane profondo, con le province meridionali che occupano quasi tutte le ultime posizioni. Reggio Calabria chiude la classifica, confermandosi ultima per il secondo anno consecutivo.

Il rapporto, giunto alla sua trentaseiesima edizione, si basa su 90 indicatori suddivisi in sei categorie: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia, salute e società, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero. Gli indicatori vengono aggiornati ogni anno e integrati con nuovi parametri che fotografano le trasformazioni sociali del Paese.

Nel Sud si distingue Cagliari (39ª), unica tra le province meridionali a collocarsi nella parte alta della classifica. Le grandi città migliorano, con Roma che recupera 13 posizioni e si piazza 46ª. Al contrario, Bari perde due gradini e scivola al 67° posto.

In Puglia, le performance sono generalmente negative o stabili. Bari, pur restando la provincia più virtuosa della regione, scende di due posizioni rispetto al 2024, fermandosi al 67° posto. Lecce è 81ª (-1), la BAT resta stabile all’86° posto, mentre Brindisi guadagna una posizione e si piazza all’88°. Va male per Foggia (98ª) e soprattutto per Taranto, che crolla al 99° posto, perdendo cinque posizioni e risultando la peggiore in regione.

In Basilicata, Matera segna un miglioramento importante salendo al 79° posto con 485,4 punti (+5 rispetto al 2024), mentre Potenza cala di due gradini e si attesta all’84°, con 476,9 punti.

L’indagine conferma quanto sia difficile per il mezzogiorno colmare il divario con il Nord, nonostante i fondi straordinari come il Pnrr e i punti di forza legati a clima, demografia e basso costo della vita. Le ultime 22 province in classifica sono tutte meridionali.