Confartigianato rilancia il ruolo delle imprenditrici nella Giornata internazionale

L’associazione: serve più sostegno e un welfare davvero vicino alle donne

L’imprenditoria femminile cresce in Italia e spinge l’economia nazionale, ma le difficoltà restano e vanno affrontate con politiche concrete.

Confartigianato, attraverso il movimento Donne Impresa, ha celebrato oggi la Giornata internazionale per l’Imprenditoria Femminile rimarcando i numeri positivi del settore e chiedendo alla politica interventi reali, non solo buone intenzioni. I dati dell’associazione confermano che nel 2024 l’Italia è risultata il primo Paese europeo per numero di donne impegnate in attività indipendenti: sono 1.522.500 le imprenditrici e le autonome, un valore accompagnato da una crescita dell’occupazione femminile indipendente del +0,9%, contro il +0,2% della media UE. Spicca ancora la Basilicata, tra le regioni con la maggiore incidenza di imprese guidate da donne, secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2024 del Piano Nazionale sull’Imprenditoria Femminile curato da Invitalia e Unioncamere.

“Le nostre rilevazioni, come quelle di Unioncamere, dimostrano che l’imprenditoria femminile è un motore decisivo per lo sviluppo del Paese”, ha spiegato Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato. Gentile ha ricordato come le donne al comando delle imprese stiano contribuendo a ridurre il divario di genere e a infrangere stereotipi che ancora pesano nel mondo del lavoro. “Però sappiamo che resta molto da fare per superare gli ostacoli che frenano le donne”, ha aggiunto.

Il movimento Donne Impresa ha ribadito una richiesta precisa: “Non chiediamo trattamenti di favore, ma il rispetto di diritti che troppo spesso restano sulla carta”. Nella nota diffusa dall’associazione, viene sottolineato che servono politiche efficaci, a partire da un welfare davvero adatto alla vita delle donne “come madri, mogli, figlie e lavoratrici”. E poi c’è l’urgenza, condivisa anche dagli imprenditori uomini, di affrontare questioni come fisco, burocrazia, accesso al credito e infrastrutture. “Chiediamo alla politica di ascoltarci e investire seriamente sull’imprenditoria femminile, perché diventi un pilastro della crescita economica italiana”, conclude la nota