Pasqua in Puglia, 150 milioni spesi per il pranzo: trionfa la tradizione
Otto pugliesi su dieci hanno scelto di festeggiare in casa, protagonista il classico agnello
In Puglia, secondo Coldiretti, oltre 150 milioni di euro sono stati spesi per imbandire le tavole pasquali, con l’80% dei cittadini che ha scelto di restare in casa. Tra i piatti più diffusi l’agnello, le uova e le ricette tipiche locali.
Sono stati oltre 150 i milioni di euro spesi dai pugliesi per il pranzo di Pasqua, secondo una stima di Coldiretti Puglia. In otto casi su dieci le festività sono state celebrate tra le mura domestiche, sia nella propria abitazione che in quella di parenti o amici, con una media di sei commensali per tavola. Solo il 10% ha preferito pranzare in ristoranti o agriturismi.
Per la preparazione del pranzo, i pugliesi hanno dedicato in media due ore ai fornelli. Regina indiscussa della tavola pasquale è stata l’uovo, con circa dieci milioni di pezzi consumati nel periodo. Ma il simbolo per eccellenza resta la carne d’agnello, presente nel 46% delle tavole tra case private, ristoranti e agriturismi. Coldiretti ha sottolineato come questa tradizione rappresenti anche una boccata d’ossigeno per i pastori locali, alle prese con l’aumento dei costi e la siccità.
Il menù tipico ha celebrato la varietà regionale. Nelle Murge ha dominato il Cutturiddu, agnello in brodo con erbe selvatiche. Nel tarantino, tra i piatti più rappresentativi, spicca “il benedetto”, con capocollo di Martina Franca, ricotta, asparagi, taralli bolliti, uova sode e fette d’arancia condite con olio extravergine. Non sono mancati piatti contadini come l’incrapiata, purè di fave con pane abbrustolito, cipolla rossa o cornaletti fritti. Molti hanno scelto il pesce, con portate a base di baccalà, seppie, paranza e gamberetti.
Per il lunedì di Pasquetta, invece, due pugliesi su cinque hanno optato per agriturismi o picnic all’aperto, complice il clima mite.

