Siderpotenza. Le reazioni dei sindacati dopo il sequestro
POTENZA – C’è fermento e preoccupazione tra i lavoratori della Siderpotenza a seguito del sequestro avvenuto stamane dello stabilimento siderurgico disposto dalla procura di Potenza ed eseguito dai carabinieri del Noe.
Il segretario generale della Fim Cisl Basilicata, Salvatore Troiano, invita gli organi inquirenti a fare chiarezza rapidamente per non mettere a repentaglio l’occupazione.
Nello stabilimento potentino del gruppo Pittini sono impiegati attualmente circa 260 lavoratori che da tre anni lavorano a orario ridotto con contratti di solidarietà difensivi.
“La magistratura faccia il suo lavoro con serenità e celerità per accertare eventuali violazioni di legge – commenta Troiano – ma occorre scongiurare il ripetersi di un nuovo caso Ilva che sarebbe letale per i lavoratori”.
Intanto, riferisce sempre Troiano, della vicenda si sta interessando anche il prefetto di Potenza che si è subito attivato per convocare un incontro alle 15, al momento ancora non confermato ufficialmente. Si apprende infine che i lavoratori dovranno abbandonare lo stabilimento entro le 18.00
I segretari lucani di UIL e UILM si dicono “fortemente preoccupati per quanto avvenuto questa mattina e per le ripercussioni che la situazione potrebbe avere sul futuro occupazionale dei 250 dipendenti dello stabilimento lucano”.
Secondo i segretari Deoregi e Lomio “arrivare a queste condizioni è paradossale perché dopo tanto parlare si sarebbe dovuto intervenire e prevenire un intervento tanto drastico. Sappiamo bene che è sempre stato difficile conciliare le necessità produttive con quelle ambientali ma un giusto compromesso è sempre possibile oltre che necessario”.
“Non possiamo permetterci di perdere una realtà produttiva tanto importante, pertanto confidiamo in un immediato intervento delle istituzioni, partendo dalla Prefettura, per risolvere la questione e dare le dovute garanzie ai lavoratori ed ai cittadini”.

