Economia Basilicata 2025: stagnazione ma non arretramento

L’economia lucana attraversa una fase complessa, ma mostra segnali di tenuta nonostante le pressioni internazionali su automotive ed energia. A rilevarlo il Rapporto della Banca d’Italia che registra nel 2025 una lieve contrazione del -0,2%, un dato da leggere alla luce della transizione industriale globale che ha colpito in particolare lo stabilimento Stellantis di Melfi, cuore della filiera automobilistica italiana in rapporto al valore aggiunto privato.
Il ridimensionamento della produzione energetica risente invece delle dinamiche delle materie prime, un contesto in cui i territori possono solo adattarsi. Ma il quadro non è quello di un’economia in difficoltà strutturale.
A sostenere la Basilicata sono i settori più legati alla competitività territoriale: turismo in forte crescita, con arrivi a +12,4% e presenze a +10%, trainati dalla componente internazionale e dalla destagionalizzazione; costruzioni in aumento del 2,2% grazie agli investimenti pubblici e al PNRR; mercato immobiliare in espansione.
Il lavoro tiene: l’occupazione cresce, aumenta la partecipazione femminile e le retribuzioni reali recuperano potere d’acquisto. Bene anche l’agroalimentare, con export più che raddoppiato e oggi pari al 20% delle vendite estere regionali.
Sul fronte finanziario, imprese solide, bilanci in utile, liquidità elevata e prestiti in ripresa nonostante l’acceso al credito resti un problema, mentre gli sportelli bancari diminuiscono ma cresce l’uso dell’home banking.
A tirar le somme: Basilicata che affronta una transizione globale, ma che nonostante la stagnazione, continua a mostrare resilienza, dinamismo e capacità di adattamento.