Basilicata, penalisti in sciopero contro il “pacchetto sicurezza”: tre giorni di astensione dalle udienze
Dal 5 al 7 maggio, la Camera Penale di Basilicata aderisce alla protesta nazionale dell’UCPI
I penalisti lucani si sono astenuti dalle udienze per tre giorni, unendosi all’iniziativa dell’Unione Camere Penali Italiane contro il decreto legge 48/2025 e il “pacchetto sicurezza”, giudicati lesivi dei principi costituzionali e inadeguati ad affrontare l’emergenza carceraria.
La Camera Penale di Basilicata ha aderito all’astensione nazionale dalle udienze penali proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI) per i giorni 5, 6 e 7 maggio 2025. La protesta si è levata contro il cosiddetto “pacchetto sicurezza”, approvato con decreto legge l’11 aprile scorso, ritenuto una riproposizione delle stesse misure contestate nei mesi precedenti.
Nel comunicato diffuso dai penalisti lucani si denuncia l’impostazione “securitaria e carcerocentrica” del provvedimento, considerato in contrasto con i principi costituzionali di proporzionalità, ragionevolezza, offensività e tassatività. Tra i punti critici segnalati figurano l’introduzione di nuove ipotesi di reato, l’inasprimento delle pene e l’adozione di aggravanti giudicate irrazionali, con un effetto diretto sulla criminalizzazione del disagio sociale e del dissenso.
Particolare allarme è stato espresso sull’aggravarsi del sovraffollamento carcerario e sull’aumento dei suicidi in cella: 29 quelli già registrati nei primi mesi del 2025, dopo i 91 del 2024. Le Camere Penali denunciano l’inefficacia delle politiche carcerarie attuali, tra cui la proposta di moduli detentivi prefabbricati, considerati incompatibili con una moderna concezione di architettura penitenziaria.
Nel documento deliberativo dell’UCPI si sottolinea anche l’assenza di misure alternative efficaci, come amnistia, detenzione domiciliare per pene brevi e provvedimenti di clemenza, mentre circa 90.000 persone risultano “liberi sospesi”, in attesa dell’accesso a misure non detentive.
La presidente della Camera Penale di Basilicata, avvocata Shara Zolla, ha ribadito l’impegno sul territorio affinché sia garantito un costante monitoraggio delle condizioni detentive nella regione, in linea con quanto già stabilito dalla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 10/2024, che ha riconosciuto il diritto all’affettività in carcere.

