La Basilicata attende il premier Conte la prossima settimana

Nessuna nuova sui provvedimenti emergenziali legati ai danni da maltempo per la Basilicata, dal Consiglio dei Ministri di ieri sera. Ma il premier rassicura che tutte le nuove richieste saranno oggetto di discussione nelle prossime riunioni dell’esecutivo, intanto cresce l’attesa per la visita di Giuseppe Conte a Melfi prevista la prossima settimana.

“Dopo Venezia abbiamo dichiarato lo stato di emergenza per tutte le province siciliane che da settembre sono state colpite dal maltempo. Stessa decisione l’abbiamo adottata per Genova, Savona e La Spezia. Nei prossimi Consigli dei Ministri valuteremo altre nuove richieste”.

Parola di Giuseppe Conte dopo il CdM di giovedì sera che insieme ai ministri dell’esecutivo ha cenato per fare gruppo in vista dell’impegnativo incontro con Mittal. Ma la trattativa per l’ex Ilva di Taranto non è la sola questione scottante nei pensieri dell’esecutivo.

Nei giorni scorsi infatti ha destato più di qualche preoccupazione la notizia relativa al settore automotive con la General Motors che fa causa a Fca, accusandola di averla danneggiata manipolando le trattative per il rinnovo del contratto di lavoro con lo United Auto Workers fra il 2009 e il 2015 all’epoca in cui era amministratore delegato, Sergio Marchionne. Accuse che Fca ritiene “senza merito” e che puntano a fermare la proposta fusione con PSA.

Preoccupazioni condivise dai sindacati lucani, con la Fiom e la Cgil che chiedono al Governo “di aprire un tavolo con Fca e i sindacati per garantire l’occupazione e il futuro in Italia”. Lunedì prossimo il premier Conte sarà in visita in
Basilicata, e l’appello è quello di incontrare i lavoratori dello stabilimento di Melfi e dell’indotto, e non solo i vertici aziendali come hanno fatto i suoi predecessori.

Preoccupazioni che poggiano anche sui numeri contenuti nella sintesi dell’aggiornamento congiunturale dell’analisi dedicata alla economia della Basilicata, presentata a Potenza, nella filiale della Banca d’Italia. Con una dinamica definita “lievemente negativa” per via dell’interruzione della crescita nel settore industriale, non solo per la riduzione dell’attività estrattiva ma anche per effetto del calo della produzione manifatturiera.