Emiliano pronto a candidarsi alla segreteria PD: sarà lui il nuovo Prodi?

A dispetto del clamore di quanto affermato domenica sera da Michele Emiliano durante il “Faccia a Faccia” con Giovanni Minoli su La7, la notizia non è tanto la (probabile) discesa in campo del governatore pugliese nella corsa per la segreteria del PD, quanto quella che il centro sinistra, potrebbe rivivere come in un dejavù la splendida stagione dell’Ulivo.

A parlarne la scorsa settimana è stato proprio il suo creatore, Romano Prodi che da Bologna ha detto che “l’esperienza del centro-sinistra unito non è irripetibile”.

Parole che dal vicesegretario del PD Guerini a Bersani che le definisce “sacrosante”, passando per il prode “giovane Prodi” Speranza, non dispiacciono poi molto. Anzi.

E qui si inserisce Michele Emiliano che definisce “l’idea di tenere insieme dal cattolicesimo democratico alla sinistra” un “buon progetto”.

Sarà dunque lui il “nuovo Prodi”? Chissà. Certo è che insieme al parlamentare lucano e al governatore toscano Enrico Rossi, adesso i candidati anti Renzi diventano tre.

Perchè tutto muove da lì. Renzi. Ed Emiliano lo scoraggia a imbarcarsi per la conquista della fiducia del Mezzogiorno. “Renzi al Sud non arriva” dice perentorio “è troppo complicato per lui”.

Poi aggiunge: “certo se diventassi segretario del PD nazionale, concluderei comunque il mio mandato da governatore”. E infatti di lì a poco affronta due questioni strettamente locali: il patto per la Puglia e la questione ambientale dell’Ilva, suscitando subito le reazioni dei rispettivi ministri interessati: Claudio De Vincenti e Carlo Calenda.

Nel primo caso, lo sanno bene i pugliesi Emiliano ha detto che si tratta solo di un espendiente mediatico perchè le risorse del patto non sono altro che soldi dei fondi FSC, Renzi li doveva dare per forza. “Altro che espediente mediatico” gli risponde il ministro del Mezzogiorno De Vincenti “il Patto per la Puglia testimonia l’attenzione del Presidente Renzi verso i cittadini pugliesi. È per loro che il Governo porterà avanti il Patto per la Puglia, nonostante il comportamento irresponsabile del Presidente della Regione”.

Anche sull’Ilva le recriminazioni del presidente della Puglia sono ormai note: occorre decarbonizzare la produzione utilizzando magari il Gas che arriverà dalla Tap: “ma il ministro del MISE Carlo Calenda mi ignora e racconta i fatti a modo suo”.

Trascorrono pochi minuti e anche Calenda gli risponde: “l’ho già detto tempo fa, sono disponibile a incontrarlo e parlare, auspicabilmente in modo costruttivo di Ilva e Tap”.

Emiliano afferra il telefono e gli manda subito un messaggio: “Sono lieto della tua disponibilità. Fissiamo l’incontro”.