Gdf Trani, Operazione Tesori d’Oriente: maxi frode fiscale da 20 milioni e 32 società sequestrate
Maxi operazione della Guardia di Finanza di Barletta-Andria-Trani contro l’evasione e le frodi carosello. I militari hanno smantellato una fitta rete criminale estesa in tutta Italia, portando alla luce un sistema di fatture false e società fantasma
Un’articolata rete di frode fiscale estesa su tutto il territorio nazionale è stata smantellata dai Finanzieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani. L’operazione, denominata “Tesori d’Oriente” e coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, ha portato all’esecuzione di decreti di sequestro preventivo d’urgenza per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro, provvedimenti successivamente convalidati dal Tribunale tranese.
L’indagine ha svelato un complesso e ramificato meccanismo illecito finalizzato all’evasione fiscale e alla commissione di reati fallimentari. I numeri dell’operazione delineano un quadro di notevole gravità: sono ben 80 le imprese coinvolte in tutta Italia, mentre i provvedimenti restrittivi hanno colpito direttamente 47 aziende e i rispettivi legali rappresentanti. Tra i beni principali sottoposti a sequestro figurano 32 cosiddette società “cartiera” e due grandi empori commerciali situati a Trani.
L’intera attività investigativa trae origine da un controllo di routine sulla sicurezza dei prodotti, effettuato nell’agosto di un anno fa all’interno di un emporio tranese gestito da cittadini di nazionalità cinese. Durante l’ispezione, l’attenzione dei militari è stata attirata dalla presenza simultanea di due aziende distinte all’interno del medesimo capannone industriale. Gli approfondimenti successivi hanno permesso di portare alla luce un finto affitto di ramo d’azienda. Secondo la ricostruzione degli investigatori, questo stratagemma societario veniva utilizzato per svuotare la società originale di tutti i suoi beni materiali e finanziari.
L’obiettivo era duplice: impedire i pignoramenti da parte dell’Agenzia delle Entrate e, contemporaneamente, trasferire l’intero volume d’affari su una nuova entità giuridica formalmente “pulita”. Da questa base logistica ed economica partiva poi l’emissione di fatture false destinate a una fitta rete di aziende su scala nazionale, garantendo loro un indebito e massiccio vantaggio d’imposta. Il tempestivo intervento della magistratura e della Guardia di Finanza ha interrotto il meccanismo fraudolento, bloccando definitivamente i profitti illeciti e tutelando l’erario pubblico.

