Ex Fenice di Melfi, incendio nel 2011: fu incendio colposo

Condannato l’ex direttore dell’impianto, il sindaco Valvano: “ora Arpab e dipartimento ambiente regionale cambino registro nella gestione della vicenda”

“La notizia della condanna dell’ex direttore dell’inceneritore Rendina Ambiente ex Fenice di Melfi decisa nelle scorse ore dal Tribunale di Potenza, dovrebbe indurre la Regione Basilicata e l’Arpab a un diverso atteggiamento sulla vicenda”.

A dirlo è il primo cittadino Livio Valvano che nell’ormai lontano 2011 presentò un esposto denuncia a seguito dell’incendio verificatosi presso il termovalorizzatore, un impianto caratterizzato da due linee di incenerimento dei rifiuti solidi, con una capacità totale di circa 65mila tonnellate annuali.

Secondo il sindaco di Melfi i tecnici di Arpab in quel momento dichiaravano che non c’erano particolari problemi degni di nota; “ricordo assurde dichiarazioni tese a convincerci che il fumo dell’incendio poteva essere stato smaltito dai camini dell’inceneritore”

Fatto sta che dopo la denuncia di natura penale presentata da Valvano oltre alla richiesta di sequestro, l’autorità giudiziaria ha emesso la sentenza di colpevolezza per disastro colposo (leggi qui le precisazioni di Rendina Ambiente NdR), “a conferma che vi era, come vi è” sottolinea il sindaco “qualcosa che non va in quella macchina”.

Al Comune di Melfi è stato riconosciuto il diritto al risarcimento del danno essendosi costituito parte civile.

Tanto basta all’amministrazione comunale per chiedere all’Arpa e al dipartimento ambiente della Regione “di assumere una diversa impostazione nella gestione della vicenda: Arpab” sottolinea Valvano “non può affermare che le analisi non sono validabili e con questo dare il via libera al progetto di bonifica, criticato da Ispra, non supportato da alcunchè”.

“L’accertamento della responsabilità di disastro ambientale a valle di un processo è un elemento ulteriore che dovrebbe indurre chi ha la responsabilità e il governo del processo amministrativo e politico di fermarsi a riflettere, a partire dal gravissimo episodio di ieri”.

“Ieri come ho già fatto registrare, c’è stata una più che motivata brutale interruzione dei lavori della Conferenza di Servizi sul progetto di bonifica. Una interruzione necessaria come reazione a un contesto ‘scorretto’, nella forma e nel merito. La Regione deve fermare la procedura” conclude Valvano “ed affrontarla in modo responsabile, diversamente da quanto accaduto ieri. Se sarò chiamato ad avere una interlocuzione seria, basata innanzitutto sul rispetto delle regole e con la volontà di assumere decisioni coerenti alla reale situazione, allora parteciperò volentieri ad affrontare un capitolo del sistema industriale lucano importante e delicato che non può calpestare i cittadini”.

Alla voce del sindaco del comune federiciano si aggiunge quella dell’ex governatore, Marcello Pittella che chiede alla Regione di fare chiarezza “prima di rilasciare qualsivoglia parere circa il prosieguo della bonifica dell’area circostante l’inceneritore Fenice di Melfi”.

Secondo l’attuale consigliere regionale del PD “le preoccupazioni manifestate dal sindaco Valvano e i dati in suo possesso non possono non essere presi in considerazione dalla Conferenza di Servizi; così come non può ritenersi superato il parere espresso da Ispra che ha bollato come inefficace la bonifica sperimentata”.

Davanti a questo quadro, secondo Pittella la Regione “più che affrettarsi nel rilascio di pareri favorevoli – come sembrerebbe intenzionata a fare – deve eliminare ogni dubbio o carenza informativa, in un spirito di lealtà verso il territorio e per responsabilità del compito ad essa in capo. Il metodo ed il merito non possono essere superficializzati, anche alla luce del recente risvolto giudiziario della vicenda”.