Il Murales del “Centro Sociale” nei Sassi. Adduce: “subito ripulitura. Il Comune si riapproprierà dei luoghi”

Fucine dell'EcoMATERA – Un gruppo di persone riunite in quello che definiscono Centro Sociale Autogestito “Fucine dell’eco” occupano da mesi uno stabile nel cuore del Sasso Barisano di Matera che decenni addietro ha ospitato un asilo comunale ed un’associazione teatrale poi sfrattata per morosità in anni recenti dall’amministrazione comunale della città (giunta Buccico).

Stiamo parlando della struttura di architettura fascista che nel Sasso Barisano, da un paio di mesi è stata affrescata in alcune facciate con dei murales da parte degli attuali occupanti

Una buona parte della comunità materana discute e si indigna per l’opera di “libera espressione artistica”, che evidentemente non è ritenuta tale. Gli autori degli affreschi esultano invece per aver raggiunto l’obbiettivo di “sensibilizzare” la pubblica opinione sui temi delle loro riflessioni.

E mentre ieri rivendicavano il diritto alla libera espressione promettendo di dipingerne altri oggi al fine di “trovare una soluzione collettiva e condivisa”, decidono di “occultarlo temporaneamente” ed “estendere l’autogestione a chiunque voglia esprimere la propria opinione e/o dissenso in un’assemblea pubblica che si terrà in Piazzetta Garibaldi sabato 1° Marzo alle ore 16.00.

Intanto della faccenda si sta interessando il sindaco Adduce il quale raggiunto telefonicamente ha dichiarato che quello che è successo non è sopportabile: “Credo che dovremo rimettere mano ad una sistemazione di quell’edificio. Ho dato disposizioni perché innanzitutto venisse ripreso il possesso dei luoghi in considerazione del fatto che è stato procurato un danno straordinario al patrimonio mondiale dell’umanità. Innanzitutto con una ripulitura”.

“C’è stata una sorta di tolleranza di questa occupazione” ha aggiunto Adduce “tra l’altro dentro un percorso un po’ contraddittorio perché purtroppo la vicenda precedente ha provocato l’abbandono di un luogo che era presidiato in maniera coerente. Successivamente c’è stata una certa apertura a soluzioni che comunque non erano state concordate”

“Al di là della qualità della struttura se vogliamo discutibile” ha concluso il sindaco “riconosciamo che ormai appartiene ai luoghi degli antichi Rioni, e quindi c’è tutto il contorno che va tenuto in grandissima considerazione. Di sicuro dovremo riappropriarci di questo luogo e pensare ad esempio ad un bando per la gestione”.