Legambiente: rinnovabili sì, ma pesa ancora il petrolio in Basilicata
In Basilicata il Consiglio dei Ministri dà il via libera a nuovi impianti da fonti rinnovabili, ma nello stesso tempo riapre alla proroga di attività legate al petrolio. Una doppia direzione che, secondo Legambiente, rischia di rallentare la transizione energetica.
Via libera a sei nuovi impianti da fonti rinnovabili in Basilicata. Il Consiglio dei Ministri ha autorizzato un parco eolico da 36 megawatt a Grottole e cinque impianti agrivoltaici tra Ferrandina, Salandra, Garaguso, Montemilone e Craco, per una potenza complessiva di quasi 100 megawatt. Un segnale positivo, secondo Legambiente, che parla di passo avanti verso la decarbonizzazione.
Ma nella stessa seduta il Governo ha anche approvato la proroga della compatibilità ambientale per un progetto Eni a Marsicovetere, legato alle estrazioni petrolifere.
Una decisione che, per l’associazione ambientalista, conferma il rischio di un ritorno al fossile proprio mentre servirebbe accelerare sulle rinnovabili.
Legambiente sottolinea il ritardo della Basilicata sugli obiettivi al 2030 e chiede procedure più rapide, investimenti su reti e accumuli e una strategia chiara per la riconversione del settore oil e gas.
“L’unica strada – ribadisce il presidente regionale Antonio Lanorte – è quella delle rinnovabili e del superamento del petrolio”.

