Melfi (PZ), vertenza PMC e Brose: resta l’incognita sul nuovo investitore

Al Mimit non viene ancora reso noto il nome dell’azienda. Fim Cisl: timori sul futuro, ma ci sono segnali sul piano occupazionale

Fumata nera sul nome dell’azienda che dovrebbe subentrare alla PMC di Melfi. Al tavolo del Mimit emergono però indicazioni che, se confermate, andrebbero verso l’assorbimento dei lavoratori PMC e Brose.

Restano forti preoccupazioni sul futuro della vertenza PMC e Brose nell’area industriale di Melfi, in provincia di Potenza, dopo l’incontro svolto oggi, 12 marzo, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma. Dal tavolo non è ancora emerso il nome dell’azienda che dovrebbe subentrare nello stabilimento PMC, ma secondo quanto riferito dalla Fim Cisl Basilicata arrivano alcuni segnali positivi sul piano occupazionale.

Dalle interlocuzioni al Mimit, il percorso di reindustrializzazione del sito PMC starebbe entrando in una fase più concreta. Per ragioni tecniche e procedurali non sarebbe ancora possibile rendere noto il nome del soggetto interessato all’investimento. L’orientamento, però, sarebbe quello di garantire l’assorbimento di tutti i lavoratori della PMC e anche di quelli della Brose.

Si starebbe inoltre lavorando alla cessione del capannone PMC da parte di Stellantis al nuovo imprenditore, passaggio ritenuto fondamentale per consentire l’avvio del nuovo progetto industriale. Il prodotto che verrebbe realizzato nel sito non sarebbe collegato alla filiera Stellantis, elemento che segnerebbe una prima ipotesi di diversificazione produttiva per l’area industriale di Melfi.

“Se queste indicazioni troveranno conferma si tratterebbe di un passaggio importante per dare una prospettiva ai lavoratori che da mesi stanno difendendo con dignità il proprio lavoro attraverso il presidio davanti allo stabilimento”, dichiara Gerardo Evangelista della Fim Cisl Basilicata.

Per Evangelista resta comunque necessario conoscere nel dettaglio il piano industriale, gli investimenti e i tempi di attuazione, in modo da verificare la tenuta del progetto sul piano occupazionale e produttivo. Il prossimo incontro al Mimit è previsto per il 1° aprile. Domani mattina, 13 marzo, alle 8.30, è in programma un’assemblea con i lavoratori davanti allo stabilimento PMC, dove il presidio prosegue da circa 151 giorni.