Presentata in Senato la Relazione annuale Auditel 2021

“Il ruolo di Auditel nella nuova realtà multischermo della TV oltre il televisore”. E’ questo il titolo del Convegno promosso in Senato per presentare la Relazione annuale di Auditel per il 2021.

Nella Sala Zuccari del Palazzo Giustiniani a Roma si è svolta la presentazione della Relazione Annuale Auditel 2021, intitolata “Il ruolo di Auditel nella nuova realtà multischermo della TV oltre il televisore”.

L’incontro è stato utile per fare il punto sull’utilizzo delle nuove tecnologie e sui grandi cambiamenti che riguardano i consumi TV: dai nuovi fruitori (Millennials e Generazione Z), ai comportamenti di fruizione, alle nuove abitudini di visione.

Al convegno, aperto dalla relazione del presidente dell’Auditel, Andrea Imperiali, sono intervenuti i presidenti Barachini e Lasorella, rispettivamente della Commissione vigilanza Rai e AGCOM, la sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo economico, Anna Ascani e il lucano Giuseppe Moles, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria.

Dalle sei reti generaliste alle circa 440 emittenti locali, cresce il numero delle smartTv, tablet, smartphone e consolle di videogiochi, dispositivi connessi alla rete e che spesso trasmettono e ricevono contenuti di natura televisiva. Lo sforzo di Auditel negli ultimi anni ha dovuto tenere conto di questi cambiamenti (epocali).

Molti degli interventi, hanno centrato questi temi, sottolineando però che cambiano gli strumenti ma non la missione di Auditel: misurare e fornire dati certificati ed attendibili per l’attenzione rivolta ad ogni tipo di media.

Una importanza sempre più cruciale rivestono i numeri della convergenza tra TV lineare e TV in streaming, con la sempre crescente modalità di fruizione in mobilità.

Proprio le reti 5G sono destinate ad ampliare la quantità e potenzialità della fruizione dei contenuti, una fruizione non più passiva come un tempo ma anzi sempre più interattiva grazie alle nuove reti, che renderanno la tv maggiormente competitiva.

Ma la convergenza dei media richiede – è stato ricordato dai due esponenti di Governo – anche una legislazione di disciplina aggiornata. Si guardi a titolo di esempio alle piattaforme di condivisione di video come YouTube.

L’esecutivo con in particolare il ministero dello Sviluppo Economico, ha una scadenza ravvicinata, quella del primo luglio 2022. Entro questa data infatti occorrerà aver liberato le frequenze necessarie a far posto a quelle della rete 5G, gestendo lo switchoff su 42 milioni circa di apparecchi televisivi, con l’adozione di un diverso standard tecnologico, che aprirà la porta ai servizi digitali alle 24 milioni di famiglie che ancora non li utilizzano.

Per questo resta da sciogliere il nodo relativo al “digital divide” e accesso alla banda larga. Con le risorse contenute nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) il Paese ha la straordinaria occasione di colmare il divario digitale esistente e agevolare le famiglie per una reale inclusione.