Infortuni sul lavoro, Puglia maglia nera al sud
Puglia maglia nera per infortuni sul lavoro e malattie professionali. E’ quanto emerge dai dati Inail aggiornati al 31 maggio 2026. Un trend preoccupante secondo la Cisl che meriterebbe attenzione. Solo nei primi cinque mesi dell’anno in corso sono state 5676 le denunce per malattie professionali rispetto allo stesso periodo del 2025 quando erano 4888. Dati che superano di gran lunga anche le altre regioni del meridione. In Campania, per esempio, le denunce nello stesso arco di tempo, sono state 1905. Le denunce pugliesi rappresentano il 36,6% di quelle registrate nel mezzogiorno che sono complessivamente 14mila 711. All’interno della stessa Puglia la provincia peggiore è Taranto con oltre 2000 denunce, seguita da Bari dove le segnalazioni sono poco meno di 1000, Lecce con 939 denunce, Brindisi 802, Foggia 727 e Bat con 223. Numeri a parte le malattie dei lavoratori riguardano in particolare il sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, ma sono in crescita anche quelle del sistema nervoso. Sul versante degli infortuni sul lavoro non va meglio. Anche qui nei primi cinque mesi del 2026 la Puglia ha registrato 12mila 115 infortuni, 471 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La fascia di età più colpita quella tra i 55 e i 59 anni. In aumento anche i decessi: 29 nel primo semestre di quest’anno rispetto ai 26 dell’anno scorso. I più colpiti sono i settori dei trasporti e delle costruzioni. Dati questi ultimi che dovrebbero far riflettere sulla necessità di intervenire con controlli più capillari e misure preventive efficaci, nonché con la presenza dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sui luoghi di lavoro come presidio insostituibile e grazie ai quali spesso molti rischi vengono evitati.

