Otranto (LE), sequestrato yacht con falso contrassegno: equipaggio in nero, indagini della Procura
Controllo della Guardia di Finanza in mare: l’imbarcazione navigava con un nominativo diverso da quello registrato
La Guardia di Finanza ha sequestrato amministrativamente uno yacht di lusso battente bandiera estera al largo di Otranto. Contestati un falso contrassegno identificativo, un’assicurazione ritenuta non valida e l’impiego in nero dei tre componenti dell’equipaggio. Il comandante e il proprietario sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria.
I finanzieri della Sezione Operativa Navale di Otranto, coordinati dal Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari, hanno sequestrato amministrativamente uno yacht di lusso battente bandiera estera nell’ambito di controlli di polizia economico-finanziaria eseguiti in mare, finalizzati anche al contrasto del lavoro sommerso e alla verifica del rispetto della normativa sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
Durante l’ispezione, i militari hanno accertato che l’imbarcazione navigava con un contrassegno identificativo ritenuto falso. Il nominativo riportato sullo specchio di poppa, infatti, risultava diverso da quello indicato nel certificato di registrazione e nel sistema AIS, il sistema automatico di tracciamento delle unità navali.
Le Fiamme Gialle hanno inoltre rilevato che la polizza di responsabilità civile esibita non corrispondeva al segno distintivo esteriore dell’unità né al nominativo del proprietario riportato sul certificato di registrazione, circostanza che ne avrebbe determinato la nullità.
Gli ulteriori accertamenti hanno fatto emergere che tutti e tre i membri dell’equipaggio, compreso il comandante, tutti di nazionalità italiana, sarebbero stati impiegati in nero. Per questo è stata richiesta la sospensione dell’attività imprenditoriale.
Il comandante e il proprietario dello yacht sono stati inoltre segnalati all’Autorità giudiziaria per l’ipotesi di uso di falso contrassegno di individuazione.
La vicenda è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Lecce. Come previsto dal principio di presunzione di innocenza, l’eventuale responsabilità delle persone coinvolte potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva di condanna.

