La Basilicata chiede lo stato di emergenza nazionale per la siccità
La Giunta approva la richiesta al Governo. Chiorazzo: “Era una scelta necessaria”
La Regione Basilicata ha deliberato di chiedere al Governo la dichiarazione di stato di emergenza nazionale per il deficit idrico che interessa ormai l’intero territorio. La decisione arriva dopo mesi di siccità e riserve idriche ai minimi storici.
La Giunta regionale, riunita il 30 settembre e guidata dal presidente Vito Bardi, ha approvato all’unanimità l’invio della richiesta a Palazzo Chigi. I dati dell’Autorità di Bacino parlano chiaro: gli afflussi agli invasi registrati nell’ultimo inverno sono i più bassi degli ultimi 38 anni, con una riduzione dell’80% rispetto alla media. Le criticità non riguardano più soltanto lo schema Basento-Camastra, ma si estendono ai sistemi Agri, Vulture-Melfese e Collina Materana, colpendo agricoltura, zootecnia e uso potabile.
Le misure di contenimento finora adottate, dai piani di risparmio idrico alle campagne di sensibilizzazione, non hanno fermato l’emergenza, aggravata dal calo delle riserve negli invasi di Monte Cotugno e Pertusillo e dai riflessi sugli accordi di trasferimento idrico con la Puglia. Per questo la Giunta ha dato mandato al presidente Bardi di chiedere al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza e la nomina di un commissario straordinario per gestire la crisi.
Sul tema è intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio regionale, Angelo Chiorazzo, che ha definito la decisione “necessaria e tardiva”: “Aver limitato inizialmente lo stato di emergenza al solo schema Basento-Camastra è stato un grave errore politico. Lo ripetiamo da mesi: serviva un’estensione a tutta la regione e una programmazione seria. I dati su Monte Cotugno e Pertusillo erano allarmanti da tempo, non bastavano proclami”. Chiorazzo ha poi ricordato le proposte avanzate da Basilicata Casa Comune e annunciato un nuovo incontro a Senise nei prossimi giorni con organizzazioni agricole e comunità locali.
Secondo Chiorazzo, “la crisi idrica non si governa affidandosi alla danza della pioggia, ma con verità, programmazione e interventi rapidi”.

