Scontro politico sul referendum sulla giustizia: inaugurazione anno giudiziario di trasforma in un comizio
Quella che doveva essere l’inaugurazione dell’anno giudiziario, con relativo canto del cigno da parte del presidente uscente della corte d’appello di Bari Francesco Cassano, si è trasformato in un vero e proprio comizio politico sullo spinoso tema della riforma costituzionale della magistratura, approvata in parlamento e che sarà sottoposta a referendum il prossimo 22e23 marzo. Il primo a dare il via alla dialettica sui motivi del NO e del SÌ è stato proprio il presidente della regione puglia, Antonio Decaro che una volta arrivato nell’aula magna del palazzo di giustizia si è subito esposto in modo netto sul tema referendario.
La riforma della giustizia è stata anche il fulcro del discorso con cui ha aperto la cerimonia il presidente della corte d’appello Francesco Cassano, che ha evidenziato come il tema referendario stia lacerando il paese con quesiti di difficile comprensione per i cittadini e con una riforma costituzionale della magistratura condotta, a suo dire, senza alcuna mediazione parlamentare e semplificata dagli esponenti dei vari partiti con quelli che sembrano slogan politici. Parole che hanno acceso la polemica in aula con il viceministro alla giustizia Francesco Paolo Sisto, che prendendo la parola ha accusato proprio Cassano di non essere stato corretto e di aver trasformato il suo discorso conclusivo in un attacco nei confronti del governo. Soffermandosi poi sul perché i cittadini dovrebbero votare SÌ per una riorganizzazione della magistratura basata sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.

