Istat: Italia perde 3 milioni di giovani in 20 anni

Calo demografico più accentuato nel Mezzogiorno

Secondo il Rapporto Istat 2023, l’Italia ha perso oltre 3 milioni di giovani tra i 18 e i 34 anni dal 2002 al 2023, con una riduzione del 22,9%. Rispetto al picco del 1994, il calo è di circa 5 milioni, pari al 32,3%. Il fenomeno è particolarmente accentuato nel Mezzogiorno, dove la diminuzione dal 2002 è stata del 28,6%, contro il 19,3% nel Centro-Nord. Questa differenza è attribuita alla denatalità e alla ripresa dei flussi migratori nel Sud, contrastati solo parzialmente da saldi migratori positivi e maggiore fecondità degli immigrati nel Nord.

Le previsioni demografiche suggeriscono un ulteriore declino della popolazione italiana, con una riduzione di circa 3 milioni di unità entro il 2042 e oltre 8,6 milioni entro il 2072.

Nel 2022, la popolazione residente in Puglia è stata di 3.907.683 individui, con una diminuzione rispetto al 2021 di 15.258 persone (-0,4%). Oltre la metà della popolazione pugliese risiede nelle province di Bari e Lecce. La regione ha registrato un nuovo record di denatalità, con soli 26.301 nati. Anche se il tasso di mortalità è diminuito, la provincia di Lecce ha registrato il valore più alto con 12,7 per mille. Gli stranieri residenti in Puglia sono 142.145, provenienti principalmente da Romania, Albania e Marocco.

In Basilicata, la popolazione residente al 31 dicembre 2022 era di 537.577 individui, in calo rispetto al 2021 di 3.591 persone (-0,7%). La maggior parte della popolazione risiede nella provincia di Potenza. Anche la Basilicata ha visto un record di denatalità, con solo 3.221 nati nel 2022. Il tasso di mortalità è aumentato, soprattutto nella provincia di Potenza. Gli stranieri censiti in Basilicata sono 24.211, provenienti principalmente da Romania, Albania e Marocco.

La diminuzione della popolazione in entrambe le regioni è dovuta principalmente a saldi naturali e migratori interni negativi, solo parzialmente compensati dai saldi migratori con l’estero.