Altamura (BA), asportato un tumore renale di 7 cm a un 90enne salvando il rene
Intervento ad alta complessità eseguito all’Ospedale della Murgia con una tecnica chirurgica studiata per preservare il tessuto sano
Asportata una massa renale di 7 cm da un paziente di 90 anni, senza rimuovere l’organo. L’intervento è stato eseguito all’Ospedale della Murgia “Fabio Perinei” di Altamura.
L’équipe dell’Unità operativa di Urologia dell’Ospedale della Murgia “Fabio Perinei” di Altamura, diretta dal dottor Mario De Siati, ha eseguito un intervento di chirurgia renale ad alta complessità su un paziente di 90 anni, riuscendo ad asportare un tumore di 7 centimetri e a conservare il rene e la sua funzionalità.
Di fronte alle dimensioni della lesione, per la quale normalmente si procede all’asportazione dell’intero organo, i sanitari hanno adottato una strategia chirurgica personalizzata, con l’obiettivo di preservare il tessuto sano e ridurre lo stress operatorio.
L’intervento è durato circa tre ore. È stato utilizzato un approccio misto laparoscopico e mini-open: una prima fase di isolamento e mobilizzazione del rene è stata eseguita per via laparoscopica mininvasiva, seguita da una mini-incisione di circa 10 centimetri per consentire il controllo visivo e tattile durante l’asportazione della massa.
La lesione è stata rimossa mantenendo la vascolarizzazione del rene, senza interrompere il flusso attraverso i vasi principali. Secondo quanto riferito dall’équipe, l’assenza di ischemia ha consentito di proteggere il tessuto renale residuo e di ridurre il rischio di insufficienza renale post-operatoria.
Determinante anche la gestione anestesiologica e del dolore, calibrata sulle esigenze del paziente in età avanzata. L’intervento non ha richiesto emotrasfusioni. Il paziente è stato dimesso dopo cinque giorni in ottime condizioni.
«Questo caso – spiega il dottor De Siati – testimonia l’efficacia della sinergia tra urologi, anestesisti e personale infermieristico: un lavoro di squadra che consente di affrontare patologie oncologiche complesse anche in età avanzata, ponendo sempre al centro la sicurezza e la qualità di vita del paziente».

