Da Confcooperative Basilicata critiche alla gara per i servizi socio-sanitari
Le associazioni di categoria del settore sociale in Basilicata esprimono forte disappunto per la gara pubblicata dalla Regione, considerata dannosa per il sistema delle strutture socio-sanitarie locali.
In una nota congiunta, Confcooperative Basilicata, Legacoopsociali Basilicata e Agci Impresa Sociale di Basilicata hanno espresso forte disappunto per la recente decisione della Regione Basilicata di pubblicare una gara d’appalto da 100 milioni di euro per la gestione dei servizi assistenziali, terapeutico-riabilitativi e socio-riabilitativi per utenti psichiatrici. La nota, firmata da Michele Plati, Katia Bellomo e Pancrazio Gagliardi, denuncia come tale decisione, presa “in spregio a qualsiasi tipo di interlocuzione e di confronto”, rischi di compromettere decenni di lavoro e competenze sviluppate nel settore.
Le associazioni sottolineano che, a pochi passi dalla conclusione dell’iter di accreditamento delle strutture socio-sanitarie, la gara proposta dalla Regione Basilicata ignora le necessità di confronto con le realtà locali e potrebbe favorire l’assegnazione del servizio a grandi aziende for profit, mortificando così il lavoro svolto dalle cooperative sociali negli ultimi trent’anni.
Il bando di gara è visto come un pericolo per la qualità del servizio, poiché centralizza la gestione su un’unica ditta, eliminando la competizione basata sulla qualità e l’esperienza locale. Inoltre, le associazioni lamentano l’assenza di un Piano regionale per la salute mentale e la mancanza di confronto con i territori, gli utenti e le cooperative, il che rende la gara una “pianificazione-programmazione” dei servizi residenziali e semiresidenziali senza adeguate basi normative e pratiche.
La nota evidenzia come i documenti di gara contrastino con la normativa regionale e ignorino i criteri stabiliti dalle delibere del Consiglio Regionale, creando un rischio di “recrudescenza di inaccettabili tentazioni manicomiali”. Le attività socio-riabilitative potrebbero ridursi a mere attività assistenziali, compromettendo il processo di emancipazione e riabilitazione delle persone con problemi psichiatrici.
Le associazioni chiedono con forza alla Regione di fermare la gara e accelerare le procedure di accreditamento, considerando l’unico sistema civile per garantire la qualità e la dignità dei servizi offerti. È necessario un confronto trasparente e un piano coerente che contempli le risorse disponibili e le necessità del territorio.

