Ricciardi: “La Basilicata prima regione a uscire dalle restrizioni”
Secondo il consulente del ministro della Salute, la popolazione potrà ricominciare ad andare al lavoro e saranno riaperte le fabbriche, sempre nel rispetto delle misure anti-contagio
Secondo le proiezioni dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute delle Regioni le prime ad uscire dall’emergenza saranno Basilicata e Umbria (ma solo se verrà mantenuto il lockdown). Le altre regioni più lente. In Lombardia e Marche, verosimilmente, l’assenza di nuovi casi si potrà verificare non prima della fine di giugno, in Emilia-Romagna e Toscana non prima della fine di maggio. Intanto in un’intervista a Quotidiano Sanità, Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute e membro italiano del Consiglio esecutivo dell’Oms, alla domanda su quale sia l’identikit della Regione tipo in grado di sostenere la fine del lockdown, risponde: “La Basilicata. Secondo le nostre stime, potrebbe essere questa la prima regione ad uscire dalle restrizioni in quanto già oggi è vicina alla soglia dei contagi zero”.
Secondo l’esperto “la popolazione potrà ricominciare ad andare a lavorare. Potranno essere riaperte le fabbriche, stando sempre attenti al rispetto delle distanze di sicurezza e all’uso di DPI. Si potranno poi riaprire alcuni esercizi commerciali meno essenziali, ma sempre tenendo alta l’attenzione riguardo lo spazio di queste attività. Si dovranno garantire condizioni tali che permettano di evitare affollamenti”.
Il tutto ponendo una grande attenzione alla mobilità. Questa deve essere assolutamente controllata e su questo sarà cruciale il tracking, concetto ribadito anche dal ministro alla Salute, Roberto Speranza. Senza il tracciamento tecnologico non si potrà tornare ad una condizione di normalità perché fino a quando non arriverà un vaccino avremo comunque una continuità di casi, anche se probabilmente sporadici. Il tracciamento sarà perciò fondamentale per poter isolare tempestivamente i soggetti positivi, individuare i contatti più stretti e lasciare una certa libertà al resto della popolazione”.
Dopo la riunione, in videoconferenza, della “cabina di regia” di sabato sera, però sembrano essersi chiusi definitivamente gli spiragli per possibili riaperture anticipate.
“Continua incessantemente il lavoro del Governo – ha chiarito il premier Conte – a un programma nazionale. Un piano che, prosegue poi fugando ogni dubbio, mette le basi per “procedere, ragionevolmente il 4 maggio, a una ripresa delle attività produttive attualmente sospese, secondo un programma ben articolato, che contemperi la tutela della salute e le esigenze della produzione”.

