Diga del Rendina, al via gli interventi preliminari in Basilicata
Affidati i lavori per la rimozione della vegetazione dopo il finanziamento da 113 milioni di euro. Entro agosto saranno completate le verifiche richieste dal Ministero
La diga del Rendina entra nella fase operativa con l’affidamento degli interventi preliminari di rimozione della vegetazione nelle aree interessate dai lavori. Lo comunica la Direzione Infrastrutture della Regione Basilicata dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto di finanziamento e il completamento degli adempimenti amministrativi.
Le attività inizieranno nel mese di agosto, nel rispetto delle prescrizioni della Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA), e rappresentano il primo passaggio operativo in vista degli interventi sullo sbarramento.
L’opera può contare su un finanziamento di 113 milioni di euro inserito nello stralcio attuativo 2025 del Programma nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (PNIISSI), approvato con decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini il 16 settembre 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 ottobre 2025.
Secondo il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, l’avvio delle attività consentirà di proseguire il percorso per il recupero della piena capacità di esercizio dell’invaso, nel rispetto delle procedure e del cronoprogramma.
Gli interventi affidati comprendono il disboscamento previsto dalla normativa per l’adeguamento del bacino e delle aree di pertinenza della diga. Il Consorzio di Bonifica della Basilicata ha deliberato l’affidamento dei lavori il 10 luglio. Lo stesso Consorzio ha inoltre avviato la gara per l’abbattimento e la ricostruzione della Casa di Guardia della diga, per un importo di 648 mila euro.
Nel frattempo la Regione sta completando gli ultimi adempimenti richiesti dalla Direzione generale per le Dighe del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sono in corso gli approfondimenti progettuali sulle opere di intersezione tra lo scarico di superficie, il canale di scarico e il corpo diga, oltre alle verifiche sulla tenuta della sponda destra e ai controlli di stabilità in condizioni statiche e sismiche su una seconda sezione dell’opera. Tutte le attività saranno concluse entro agosto.
“Stiamo procedendo con il massimo rigore tecnico e amministrativo per completare tutti gli adempimenti richiesti dagli organismi competenti. L’obiettivo è rispettare integralmente il cronoprogramma”, ha dichiarato Pasquale Pepe, sottolineando il valore strategico della diga del Rendina per la Basilicata e per l’area del Lavellese.

