Referendum sui vitalizi, consegnato il quesito alla Consulta della Garanzia Statutaria della Basilicata

Il comitato promotore chiede l’abrogazione della norma che ha reintrodotto l’indennità di funzione per i consiglieri regionali

Consegnato alla Consulta della Garanzia Statutaria il quesito referendario per cancellare la legge regionale che ha reintrodotto i vitalizi, rinominati indennità di funzione. I promotori parlano di un privilegio non più sostenibile e chiedono anche l’attuazione del diritto al referendum previsto dallo Statuto regionale.

Questa mattina il comitato promotore per il referendum abrogativo della legge regionale sui vitalizi ha consegnato alla Consulta della Garanzia Statutaria della Regione Basilicata il quesito per l’abrogazione dell’articolo 11-quinquies della legge regionale n. 38 del 29 ottobre 2002.

La norma, introdotta dall’articolo 16 della legge regionale n. 57 del 30 dicembre 2025 e successivamente modificata dalla legge regionale n. 3 del 25 febbraio 2026, ha reintrodotto il trattamento economico per i consiglieri regionali con la denominazione di “indennità di funzione”.

Secondo i promotori, nonostante le modifiche intervenute abbiano eliminato la retroattività della misura e alcuni consiglieri regionali non abbiano presentato richiesta per il cosiddetto mini vitalizio nei termini previsti, la disposizione continua a rappresentare un privilegio non giustificato in una fase segnata da difficoltà economiche e sociali per la Basilicata.

Nel documento si sottolinea inoltre che la mobilitazione della società civile avrebbe contribuito al passo indietro dei consiglieri regionali, confermando, secondo il comitato, il valore della partecipazione democratica.

I promotori annunciano anche l’intenzione di proseguire l’iniziativa per garantire l’effettiva introduzione dello strumento referendario in Basilicata. Pur essendo previsto dallo Statuto regionale approvato nel 2017, sostengono che il referendum non sia ancora stato disciplinato da una specifica legge attuativa.

Il comitato richiama infine la legge regionale n. 40 del 21 maggio 1980, ritenuta ancora vigente e applicabile ai referendum previsti dallo Statuto, anche alla luce dell’interpretazione fornita dalla Consulta regionale con la decisione n. 1 del 2025.

Tra i promotori figurano Michele Sannazzaro, Paolo Pesacane, Angelo Summa, Rosario Gigliotti, Ascanio Donadio, Eustachio Nicoletti, Giuseppe Ranoia, Giovanna Galeone, Gianni Rondinone, Nunzia Armento e Lucio Libonati.