Un abbraccio che resta: Matera dice grazie a mons. Caiazzo  per i dieci anni di episcopato 

Una vera festa di comunità, un abbraccio collettivo carico di affetto per dire “grazie” a mons. Caiazzo.

Matera ha vissuto una giornata intensa, attraversata da una gioia profonda e da una sincera devozione, in occasione del decimo anniversario della sua Ordinazione Episcopale. L’arcidiocesi di Matera-Irsina ha voluto celebrare questo traguardo proprio in città, su indicazione di mons. Ambarus: un momento che è stato molto più di una semplice ricorrenza, trasformandosi in una festa aperta e partecipata.

Nella Basilica Cattedrale gremita, tra volti emozionati e cuori riconoscenti, don Pino Caiazzo ,già Arcivescovo di Matera-Irsina e oggi Vescovo di Cesena-Sarsina,  ha ripercorso con commozione gli anni vissuti accanto alla comunità materana, un luogo che, col tempo, è diventato famiglia.

All’inizio della celebrazione eucaristica, mons. Ambarus ha voluto donargli un enkòlpion a forma di croce pettorale, riproduzione di quello custodito nel Museo Diocesano e appartenuto a un suo predecessore, ricordando come “il primo amore non può non incidere profondamente”.

“Dieci anni fa non conoscevo nessuno, ora mi siete tutti familiari”: parole semplici, ma dense di affetto autentico, quelle di mons. Caiazzo. E ancora, con voce colma di fede: “Alla Madonna della Bruna ho affidato il mio ministero episcopale anche in terra di Romagna. Ora affido al suo cuore di Madre ognuno di voi, in particolare sacerdoti e diaconi, invocando la protezione dei santi Eustachio e Giovanni da Matera, di San Potito e San Pancrazio”.

Al termine della Santa Messa, trasmessa in diretta su TRM Network, “don Pino” ha partecipato a un momento di festa comunitaria organizzato presso la Casa di Spiritualità Sant’Anna, incontrando personalmente sacerdoti e fedeli. Un tempo semplice e autentico, fatto di sguardi, strette di mano e parole sincere: il modo più vero per concludere una giornata destinata a restare nel cuore di tutti.

Non solo una celebrazione, ma il segno tangibile di legami profondi, costruiti nel tempo e destinati a durare.