Giustizia, separazione carriere, Sisto: “Un risultato storico per una causa giusta”
Con un voto che ha visto 106 membri favorevoli, 61 contrari e 11 astenuti, il Senato ha dato il via libera al disegno di legge costituzionale che prevede una netta separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici. Questo provvedimento ha ricevuto un ampio sostegno dalle forze di maggioranza, in particolare dai partiti Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, con il supporto aggiuntivo di Calenda. Al contrario, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno espresso una netta opposizione, mentre Italia Viva ha scelto di astenersi.
La Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati ha risposto in modo critico, avvertendo che “l’intento di questa riforma è quello di avere una magistratura addomesticata e subalterna, che rinunci al proprio compito di controllo di legalità”. Da Forza Italia, intanto, si esprime soddisfazione: “Con questa riforma si realizza il sogno di Silvio Berlusconi”.
Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, ha commentato l’approvazione sottolineando che si tratta di “un risultato storico per una causa giusta”.
La riforma, già approvata in prima lettura dalla Camera dei Deputati a gennaio, dovrà affrontare ulteriori due passaggi parlamentari, il primo alla Camera e successivamente al Senato, non prima di tre mesi. Si prevede che il quorum per il voto sia fissato ai due terzi dell’Aula, con l’intento di evitare un possibile referendum per la conferma della riforma, il cui rischio è considerato elevato e potrebbe concretizzarsi nella prossima primavera.

