Inchiesta politica e sanità lucana: per il Riesame “indizi inconsistenti”

Sono state pubblicate le motivazioni da parte dei giudici del Tribunale del Riesame di Potenza, che hanno portato alla revoca ed all’attenuazione delle misure cautelari che erano state applicate ad alcune delle persone coinvolte – politici e dirigenti regionali e locali – nell’inchiesta tra mala sanità e politica.
Secondo i magistrati di libertà potentini, la decisione di attenuazione e revoca è stata motivata da un quadro indiziario, emerso dagli atti, basato su “indizi inconsistenti e testimoni chiave non imparziali”.
Questi in estrema sintesi i motivi che hanno portato alla revoca dell’arresto in carcere, e poi dei domiciliari, per il consigliere regionale – ex forzista – Francesco Piro, e dei domiciliari all’attuale consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Rocco Leone.
Stessa misura che era stata disposta per Franco Cupparo, l’ormai dimissionario assessore all’agricoltura e consigliere di Forza Italia, sostituito tra gli scranni di Viale Verrastro da Dino Bellettieri.
Si resta in attesa di conoscere l’esito del ricorso presentato dai legali di Piro e Leone sulla revoca del divieto di dimora a Potenza, per Leone, e dell’obbligo di dimora a Lagonegro, per Piro, che gli impediscono di partecipare alla seduta dell’assise regionale. Motivazioni che dovrebbero essere notificate prima della prossima seduta del parlamentino lucano, programmata per martedì prossimo, 29 novembre. In caso di revoca delle stesse, i due potrebbero tornare a svolgere il loro ruolo istituzionale, riequilibrando i numeri della maggioranza di centro destra.
Per l’ex sindaco di Lagonegro, Maria Di Lascio – prima ai domiciliari e poi tornata in libertà – e lo stesso Piro, coinvolti da un altro filone dell’inchiesta su presunti brogli elettorali, secondo i giudici del Riesame, le loro condotte rientrerebbero tra le ipotesi di reato prescritte dalla corruzione elettorale, reato per il quale non è prevista l’applicazione delle misure cautelari applicate.