Eni: udienza Petrolgate slitta al 6 maggio. Su sversamenti, sentito Comitato regionale

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Intanto, nell’ambito del nuovo filone di inchiesta nei confronti dell’Eni, per lo sversamento nell’area sotto al Centro Oli di Viggiano, è il giorno degli interrogatori per i membri, sospesi dai pubblici uffici, del Comitato tecnico regionale incaricato della revisione del Rapporto di Sicurezza del Centro Oli di Viggiano.
Davanti al gip del Tribunale di Potenza, Ida Iura: Mario Carmelo De Bona e Saverio Laurenza, dirigenti dei Vigili del Fuoco; Mariella Divietri, funzionario Arpa; Giovanbattista Vaccaro, dirigente dell’Istituto assicurazione e infortuni sul lavoro; Antonella Amelina, architetto del Comune di Viggiano.
Resta congelata per loro la richiesta di misura cautelare. Per loro le ipotesi di reato sono abuso di ufficio, falso e concorso colposo nel disastro ambientale, attribuito invece ai manager aziendali. Al vaglio del gip prima le misure per i dirigenti Eni che hanno portato all’arresto, una settimana fa, dell’ex responsabile del Distretto sud Eni, Enrico Trovato.
I membri del Comitato, in occasione della revisione del Rapporto di Sicurezza del 2013, parlarono di possibilità di “cedimento catastrofico” dei serbatoi ma, secondo l’accusa, l’Eni non solo non avrebbe preso provvedimenti, ma avrebbe tenuto nascoste le perdite pur di non interrompere la produzione. Avrebbe inoltre avviato, ormai troppo tardi, i lavori per realizzare i doppi fondi a tre serbatoi, che ne erano ancora privi, soltanto nel 2016.

