Caro energia, Gianni Rosa (FdI) attacca le opposizioni: “Dalla sinistra solo propaganda ideologica”

Il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa è intervenuto con una nota ufficiale sul tema del caro energia, attaccando le opposizioni e difendendo la produzione energetica in Basilicata: “Le continue polemiche della sinistra confermano quello che ormai è evidente da tempo: non ha un progetto per questa regione e per l’Italia, ha solo slogan da agitare davanti alle telecamere. Riduzione delle accise, Zona Franca Energetica: sono alcuni esempi di proposte-manifesto, costruite per fare un titolo di giornale, non per risolvere un problema. Ma il problema più grave non è la singola proposta sbagliata: è l’assenza totale di una visione. Le opposizioni si limitano a rincorrere il consenso del momento e non ci dicono come intendono ridurre il caro energia, oggi, non tra dieci anni, e senza mandare i conti in rosso; conti che pagherebbero comunque i cittadini. Basta guardare ai numeri per smontare la propaganda. L’Italia ha un fabbisogno di petrolio pari a 44594 Ktep. La produzione nazionale di petrolio ha contribuito per circa il 9%. Tutto il resto, il 91%, è coperto da importazioni. Invece, il fabbisogno elettrico nazionale del 2025, pari a 311 TWh, è stato coperto per circa il 75% dal mix energetico nazionale, mentre la quota restante è stata garantita dall’autoconsumo e dal saldo degli scambi di energia con l’estero. Nel mix energetico, il 49,38% è coperto da energia rinnovabile, il 44,57 da gas. Come si potrebbe immaginare che il nostro Paese, anche in un periodo di forte instabilità, smettesse di estrarre petrolio e gas? Dovremmo forse importare anche quel 9% di petrolio? Importare quel 44,57% di gas? Chi pagherebbe questa maggiore spesa? Sempre i cittadini.”

“Tra la propaganda e il libro dei sogni delle opposizioni c’è la realtà. Ci sono famiglie in difficoltà e imprese in ginocchio. Se aumentare la produzione di petrolio può, in aggiunta alle rinnovabili, al nucleare e all’idroelettrico, essere una soluzione oggi, non ci faremo spaventare da chi vuole cavalcare una protesta inutile. La verità è che è stata la sinistra a non garantire la sicurezza nelle estrazioni. Il più grande sversamento di greggio in Basilicata si è verificato quando loro erano al Governo, nel 2017. Mentre noi abbiamo dimostrato che, con maggiori controlli, il pericolo si riduce drasticamente. Inoltre, fare i finti ambientalisti non cancella il passato. Sull’aumento delle estrazioni in mare dalla sinistra arriva solo ambiguità. Ed è singolare, perché non è sempre stato così: quando governava l’Italia e la Regione, il Pd non aveva remore a puntare sull’aumento della produzione lucana, con l’obiettivo dichiarato di portare il contributo della Basilicata al fabbisogno energetico nazionale dal 6 al 10 per cento e con l’apertura di nuovi giacimenti come Tempa Rossa. Lo stesso capogruppo regionale del Pd, Piero Lacorazza, in campagna per le primarie, fu netto: ‘non si può rinunciare al petrolio che si estrae a Viggiano’. Oggi, nel dibattito sul bilancio regionale, lo stesso Lacorazza denuncia l”eccessiva dipendenza dal petrolio’ della Basilicata. Il Governo Renzi voleva aumentare le estrazioni quando non ce n’era bisogno. Per non parlare dei duri e puri del Movimento5Stelle, componenti a pieno titolo del Governo Draghi che, solo nel 2021, sbloccò 10 permessi di ricerca, anche in mare. Anche in quell’anno, si verificò un aumento del costo dell’energia, ma non c’erano due guerre alle porte dell’Europa. Ci spieghino le opposizioni perché allora si potevano autorizzare permessi di ricerca ed oggi no. Ci si chiede: è possibile che il benessere dei cittadini di cui pure la sinistra si riempie la bocca sia sacrificato sull’altare della convenienza politica di stare all’opposizione?”

“La sinistra ed i Cinquestelle hanno già messo in ginocchio la produzione nazionale per un finto ambientalismo ideologico. Non permetteremo che le necessità dei cittadini siano messe da parte per gli egoismi di una manciata di persone che sono in cerca di un posto al sole. È a questo che ha lavorato e sta lavorando il Governo Meloni. Lo ha fatto riducendo le accise negli scorsi mesi e lo farà con nuovi provvedimenti anti-caro energia, che aiuteranno direttamente le fasce deboli del nostro Paese e agevoleranno con un credito di imposta gli autotrasportatori italiani”.