Governo Draghi, al voto M5S su Rousseau, vincono i sì con il 59,3 per cento

Al voto 74.537 iscritti su una base di 119.544 iscritti aventi diritto. Vincono i Sì con il 59.3 percento (44.177 voti) contro i No 40.7 per cento (30.360)

Il voto aperto giovedì mattina alle 10.00 sulla piattaforma Rousseau, si è chiuso alle 18.00 e poco prima delle 19.00 di giovedì, il blog del movimento ha ufficializzato le cifre: poco più di 74mila iscritti hanno partecipato al voto, esprimendo il Sì ad entrare nel governo di Mario Draghi con una percentuale di poco superiore al 59 per cento contro il 40,7 dei no.

Nei Social a votazioni ancora aperte ha “agitato le acque” un tweet del fondatore del Movimento Beppe Grillo con una rappresentazione del presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, in bilico sul cornicione del Quirinale, con Sergio Mattarella in apprensione.

La domanda cui i rappresentanti politici eletti e i militanti hanno risposto è la seguente: “Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”.

La paternità del quesito, definito dai malpancisti del movimento “tendenzioso”, è di Vito Crimi, capo politico del movimento che ha però precisato “l’astensione non è prevista”. Chiarimento importante dal momento che, anche in Puglia e Basilicata tra diversi militanti e portavoce del movimento ci sarebbero esponenti pronti alla rottura, come ad esempio l’ex ministro pugliese del primo governo Conte, Barbara Lezzi che ha dichiarato di votare No al quesito definito ipocrita e vile”.

Tra i sostenitori del Sì, in Basilicata invece c’è la sottosegretaria al Mise, Mirella Liuzzi che si è schierata per il Sì ricordando come anche “anche il premier Conte” avrebbe fatto altrettanto, così come lo stesso fondatore Grillo e Luigi Di Maio: “Grazie alla comunità del Movimento 5 Stelle che oggi si è espressa a favore del Governo Draghi. L’acceso dibattito nel Movimento deve essere ora tradotto nell’azione di Governo e in Parlamento. Questo è solo l’inizio di un grande lavoro che ora ci aspetta”.