Trani, sequestrati sei dehors abusivi nel porto: indagate otto persone

L’operazione dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale ha riguardato strutture al servizio di attività di ristorazione realizzate senza le necessarie autorizzazioni in un’area sottoposta a tutela

Sei strutture esterne al servizio di altrettante attività commerciali operanti nel settore della ristorazione sono state sequestrate nel porto di Trani nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani.

Il provvedimento di sequestro preventivo è stato disposto dal Giudice per le indagini preliminari a seguito degli accertamenti condotti dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bari, con il supporto del Comando Provinciale Carabinieri della Bat.

Le verifiche hanno riguardato l’occupazione di aree pubbliche e demaniali attraverso dehors e strutture accessorie realizzati, secondo quanto contestato dagli investigatori, in assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa in materia di tutela del patrimonio culturale, del demanio marittimo e dell’occupazione di suolo pubblico.

Le strutture sequestrate occupavano ampie superfici esterne ed erano dotate di pedane, elementi perimetrali e sistemi di copertura e chiusura. Secondo le valutazioni tecniche della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bat e Foggia, tali installazioni avrebbero inciso negativamente sul contesto storico e paesaggistico dell’area portuale, alterando la percezione visiva dei beni culturali presenti e del waterfront cittadino.

In particolare, la Soprintendenza ha rilevato che alcune delle strutture ostruivano la visuale di edifici storici vincolati e compromettevano il rapporto tra il patrimonio architettonico e lo specchio d’acqua antistante il porto, area anch’essa soggetta a specifiche misure di tutela.

Nell’inchiesta risultano indagate otto persone. Le ipotesi di violazione contestate hanno portato all’adozione della misura cautelare con l’obiettivo di interrompere gli effetti ritenuti dannosi per il patrimonio culturale e ripristinare le condizioni di tutela previste dalla normativa vigente.

L’attività investigativa ha inoltre portato alla contestazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 93.300 euro. La Soprintendenza ha emesso anche due ordini di ripristino dello stato dei luoghi, con la rimozione di elementi realizzati in assenza o in difformità rispetto ai titoli autorizzativi previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Sono già state avviate le operazioni di rimozione delle strutture abusive e di riduzione delle occupazioni contestate. Secondo quanto riferito dagli investigatori, gli esercenti coinvolti stanno collaborando alle attività finalizzate al ripristino della piena fruizione pubblica delle aree interessate e alla restituzione della corretta percezione visiva dei beni sottoposti a tutela.

Si sottolinea che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.