Lecce, tre detenuti morti in un mese nel carcere
Di Giacomo: “Droga in grandi quantità negli istituti penitenziari”
Tre detenuti sono morti in un mese nel carcere di Lecce. Due decessi sarebbero legati a sospetta overdose o abuso di medicinali, un terzo a suicidio per impiccagione.
Tre detenuti sono morti nel giro di un mese nel carcere di Lecce. Due decessi, avvenuti tra aprile e maggio, sarebbero riconducibili a sospetta overdose o abuso di medicinali. Uno dei detenuti morti oggi aveva 24 anni. A questi casi si aggiunge un suicidio per impiccagione, sempre nello stesso istituto.
A denunciarlo è Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato Polizia Penitenziaria. “È la tragica conferma di quanto denunciamo da tempo: la droga circola in grandi quantitativi specie nelle carceri pugliesi, siciliane, lombarde e campane”, afferma.
Secondo Di Giacomo, i detenuti con problemi di tossicodipendenza o dipendenza generale sono oltre 20mila, pari al 32% del totale secondo l’ultima rilevazione statistica del dicembre 2025. “I tossicodipendenti muoiono con maggiore frequenza in carcere rispetto ai decessi che avvengono fuori”, sostiene.
Il segretario del sindacato richiama anche i sequestri effettuati negli istituti penitenziari, pari a 65 chili di sostanze stupefacenti di vario tipo. Per Di Giacomo, le carceri sarebbero diventate “le più grandi piazze di spaccio nel Paese”.
Nel suo intervento Di Giacomo critica anche la proposta del ministro Nordio di coinvolgere le comunità per ridurre il sovraffollamento, in particolare per i detenuti tossicodipendenti senza domicilio. Secondo il sindacato, i numeri ipotizzati non sarebbero sufficienti. “È necessario un piano straordinario mettendo in campo innanzitutto personale medico e paramedico specializzato”, conclude.

