Lecce, visite private non autorizzate in Asl: arrestati medico e infermiera

Operazione dei Nas nell’ambito dei controlli sulle attività intramoenia

Ai domiciliari un dirigente medico e una infermiera accusati di aver svolto visite private a pagamento in una struttura pubblica della Asl leccese, incassando direttamente almeno 52mila euro. Indagine nazionale dei Nas.

Avrebbero organizzato un sistema parallelo per effettuare visite private a pagamento all’interno di strutture pubbliche della Asl di Lecce. Con questa accusa un dirigente medico e una infermiera sono stati arrestati dai carabinieri del Nas di Lecce e posti ai domiciliari in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Lecce.

I due sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso in peculato, falso ideologico aggravato, accesso abusivo a sistema informatico e truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbero utilizzato locali e dotazioni della Asl per svolgere visite private non autorizzate, eludendo i canali ufficiali di prenotazione del Cup e incassando direttamente i compensi. Al dirigente medico viene contestato anche di aver percepito le indennità di esclusività previste dal contratto. Il totale delle somme contestate ammonta ad almeno 52mila euro.

Il provvedimento scaturisce da un’indagine su scala nazionale avviata nel 2025 su disposizione del Comando carabinieri per la tutela della salute di Roma, finalizzata al monitoraggio delle attività libero-professionali intramurarie. Secondo l’accusa, il sistema avrebbe arrecato danno alle liste d’attesa e alle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale.