Caso Ruoti (Pz): conclusi interrogatori di garanzia

Conclusi gli interrogatori di garanzia per i 16 finiti ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della procura di Potenza per corruzione, stalking, calunnia e altri reati. Per il dirigente della Regione Basilicata, Giuseppe Antonio Lavano, che ha risposto a tutte le domande del gip, Antonello Amodeo, sono stati revocati i domiciliari. Accusato di favoreggiamento, è stato sottoposto ora all’obbligo di firma, come riferito all’Ansa dal suo avvocato, Savino Murro.

Collaborativo anche Rosario Famularo, dipendente della provincia di Potenza, al quale gli inquirenti hanno contestato il reato di corruzione e sulla richiesta di revoca dei domiciliari formulata dal suo difensore, Paolo Lorusso, per ora c’è la riserva del gip. “Hanno fornito importanti chiarimenti” al giudice, Marco e Alessandro Massano, imprenditori nell’indotto di Stellantis, accusati di corruzione tra privati: lo hanno riferito all’Ansa i legali Carlo Mussa e Fernanda Portulano, del foro di Torino. Anche per loro è stata chiesta la revoca della misura cautelare, sulla quale il gip Amodeo deciderà entro un paio di giorni. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, infine, l’imprenditore Claudio Di Lucchio, difeso da Leonardo Pace; l’imprenditore e titolare di diverse case di riposo, Giuseppe Teta, difeso da Antonio Macellaro; il carabiniere Davide Malatesta, assistito dagli avvocati Pantaleo Chiriaco e Luigi Claps; il nipote dell’ex sindaco e imprenditore sempre nell’indotto di Stellantis, Pierluigi Mario Saponara, difeso sempre da Chiriaco e da Donatello Cimadomo. Anche l’ex sindaco, Angelo Salinardi, si era avvalso, venerdì scorso quando sono iniziati gli interrogatori, della facoltà di non rispondere. E’ accusato, come imprenditore di corruzione e, come consigliere di minoranza, di aver commesso varie illegalità pur di far cadere l’attuale sindaca, Anna Maria Scalise.