Ex Ilva, oggi il vertice a Palazzo Chigi: cresce l’allarme nell’indotto
Giornata cruciale per la vertenza ex Ilva. Nel pomeriggio di oggi, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, il Governo incontrerà enti locali, rappresentanti delle imprese e organizzazioni sindacali per affrontare un quadro industriale e occupazionale che continua ad aggravarsi.
A destare particolare preoccupazione è la tenuta dell’indotto. Sono oltre 2.500 i lavoratori di 28 aziende associate ad Aigi interessati dalle procedure di licenziamento collettivo, delle quali i sindacati chiedono l’immediato ritiro. Ma l’allarme si estende ormai ben oltre questo perimetro. Aigi stima infatti in ulteriori 2.700 gli addetti riconducibili al cosiddetto “indotto dell’indotto”, una rete di fornitori, professionisti e servizi che genera un valore economico stimato in circa 150 milioni di euro l’anno.
A questi numeri si aggiungono quelli di Confapi Taranto: nel solo comparto metalmeccanico e dei trasporti, su 2.653 lavoratori delle 52 aziende associate, 523 sono stati dichiarati non allocabili, mentre per circa la metà dei dipendenti è prevista nel corso del 2026 la richiesta di cassa integrazione. Complessivamente, secondo Confapi, circa 1.700 posizioni potrebbero essere coinvolte tra licenziamenti e ammortizzatori sociali.
È in questo scenario che oggi Governo e parti sociali saranno chiamati a individuare una prospettiva sulla continuità produttiva e sulla salvaguardia occupazionale.
E subito dopo il confronto politico si aprirà il fronte giudiziario: domani, 9 settembre, la Corte d’Appello di Milano dovrà pronunciarsi sull’istanza di sospensiva presentata dalle amministrazioni straordinarie di Ilva e Acciaierie d’Italia contro il provvedimento che dispone lo spegnimento dell’area a caldo entro la fine di ottobre.

