Cia, tra sagre e prodotti di qualità in Basilicata un movimento da 10 milioni di euro
La Confederazione degli agricoltori, obiettivo creare opportunità commerciali durature
E’ stimato in 10 milioni di euro tra effetti diretti e indotto, con una spesa che varia da 15 a 20 euro a visitatore, il giro economico delle sagre in Basilicata. Lo ha rivelato la Cia Agricoltori che ha evidenziato la valenza dell’abbinamento delle produzioni di qualità (Peperone di Senise, Fagiolo di Sarconi, Lucanica di Picerno, fragola candonga, cece di Tricarico) a un patrimonio culturale e naturalistico che, nel periodo estivo, produce conseguenti benefici soprattutto alle piccole comunità e alle aree interne. Tra gli altri numeri comunicati dalla Confederazione: 18 milioni di euro è il fatturato diretto 2024 della Dop Economy lucana, 212 milioni di euro è il valore più recente dell’export agroalimentare lucano; 87 milioni di euro è stato il valore dell’export agroalimentare regionale nel 2017.
In Basilicata – ricorda la Cia – sono 324 i produttori certificati Dop, Igp e Stg, con un aumento del 29,6% rispetto al 2021; 144 sono i produttori di ortofrutta, 21 dei quali anche trasformatori; gli allevamenti certificati sono 63, in aumento del 16,7%; e non vanno dimenticati oltre 200 Prodotti agroalimentari tradizionali inseriti nell’elenco nazionale.
Per il presidente Leonardo Moscaritolo “la promozione delle sagre deve essere accompagnata da una strategia più ampia, creando collegamenti permanenti tra agricoltura, ristorazione, commercio, ricettività e turismo. La sagra deve essere considerata una vetrina, il vero obiettivo è fare conoscere il prodotto, il produttore e il territorio e trasformare questa conoscenza in opportunità commerciali durature”.

