Resto al Sud 2.0: 153 milioni agli under 35, in Puglia 256 domande e in Basilicata 67

La misura del decreto Coesione sostiene nuove imprese nel Mezzogiorno. Il 40% delle richieste arriva da donne. In Puglia e Basilicata 323 istanze complessive

Sono oltre 2.200 le domande già presentate per Resto al Sud 2.0, per un totale di 153 milioni di euro di agevolazioni destinate a giovani under 35 che vogliono avviare un’attività nelle regioni della Zona Economica Speciale. Il 40% delle richieste è a conduzione femminile. In Puglia 256 domande, in Basilicata 67.

La misura, prevista dal decreto Coesione e inserita nel Piano integrato autoimpiego, è cofinanziata dall’Unione europea attraverso il Programma nazionale giovani, donne e lavoro. I dati di avanzamento al 15 maggio 2026 indicano 2.200 domande già presentate e ulteriori 2.596 in fase di compilazione.

A livello territoriale la Campania registra il numero più alto di under 35 coinvolti, 1.140, seguita da Sicilia con 338. Subito dopo si colloca la Puglia con 256 domande, mentre in Basilicata le istanze sono 67. Completano il quadro Calabria con 251, Sardegna 133, Abruzzo 127 e Molise 42.

La ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, sottolinea la crescente partecipazione femminile. “Un dato che fa emergere la sempre maggiore volontà di protagonismo delle donne nelle regioni del Sud”, afferma. Le nuove imprese e gli studi professionali incentivati saranno per il 40% a conduzione femminile nelle regioni Zes, con uno scarto del 5% rispetto al Centro-Nord. “Un andamento positivo per il trend di crescita dell’occupazione femminile nel Mezzogiorno – aggiunge – che va letto anche in funzione della consueta maggiore presenza di lavoratrici dipendenti nelle attività imprenditoriali guidate da donne”.

Le domande riguardano in 1.123 casi il voucher a fondo perduto fino a 40mila euro, elevabile a 50mila, e in 1.090 casi contributi per programmi di investimento fino a 200mila euro.

Su scala nazionale le richieste sono 3.417, per circa 200 milioni di euro, pari al 35% della dotazione disponibile. Il 75% riguarda attività d’impresa, il 25% lavoro autonomo o professionale. I settori più richiesti sono turismo, servizi alla persona e servizi per le Pmi, seguiti da manifattura e Ict.